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Campioni biancovedi 2011-2012 al microscopio.  

"Con Pietro — ha risposto il ct — abbiamo concordato, vista l’abbondanza di giocatori nel suo ruolo, che rimanga a Siena a fare un intenso lavoro fisico e tecnico per diventare un giocatore di valore europeo in futuro".

 

LA MANCATA convocazione di Pietro Aradori in Nazionale è apparsa quantomeno sorprendente. Ma la sorpresa è durata il tempo necessario per rivolgere la domanda a Pianigiani:



Ecco l’obiettivo della Montepaschi. Perché la Montepaschi crede in Aradori e allora l’occasione di farlo lavorare con lo staff bianco verde per essere pronto, prontissimo, a ottobre era troppo ghiotta per non essere sfruttata.

IL VIAGGIO nel roster della Mens Sana attraversa oggi il futuro più che il passato. Ed è un futuro prossimo visto che Pietro Aradori si ritroverà ai nastri di partenza della prossima stagione con un ruolo ben delineato. Ci sarà bisogno di lui soprattutto all’inizio con Kaukenas reduce dall’Europeo e bche, almeno in Italia, dovrebbe essere il primo indiziato per il turn over.

POI LA POSIZIONE lasciata libera da Hairston (ieri l’ufficializzazione dell’ingaggio da parte di Milano) che certo non sarà ricoperta da Summers destinato al ruolo di ala piccola con escursioni molto probabili nello spot di 4.

Insomma, non è azzardato ipotizzare che per Aradori si schiuderanno le porte del quintetto anche per riportare Kaukenas al ruolo di sesto uomo di lusso, posizione dalla quale può fare davvero la differenza.

Ma si sa, soprattutto nella Montepaschi non cambia molto partire dalla panchina o dal campo e l’impiego di Ksistof Lavrinovic in questi anni ne è stata l’esatta conferma.

C’È DA CAPIRE, semmai, come potrà cambiare l’utilizzo tattico di Aradori in presenza di un 3 puro – e anche qualcosa in più – come Summers piuttosto che con la batteria di guardie/ali che lo scorso anno annoverava ben tre giocatori: Moss, Carraretto e Hairston.

DI CERTO ci sarà più spazio, in termini di minutaggio, cosa che non guasta mai, soprattutto per un giocatore che in pochi mesi ha dovuto modificare il proprio approccio da quel go-to-guy che era a Biella al giocatore di sistema, seppur sempre con caratteristiche di cecchino, che ha dovuto essere a Siena.

Il futuro è nelle sue mani, quindi.

Dovrà essere l’anno della consacrazione ed è per questo che dovrà lavorare molto, soprattutto in estate.