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Attilio Caja
Attilio Caja

Attilio Caja è già impegnato nel tracciare i primi programmi della nuova, importante attività (per la quale manca solo l’ufficialità) che lo attende, come l’impegno non facile di contribuire al rilancio del basket italiano, ma ugualmente non perde di vista - anzi, a maggior ragione – nulla di quello che avviene nel campionato di Legadue.

 

“Sono gratificato e lusingato per due motivi: primo, perché Pianigiani ha pensato a me come uno dei suoi possibili collaboratori, poi perché la Federazione ha fatto suo questo imput proponendomi di accettare questo incarico in un momento di camiamenti del nostro basket. Essere stato preso in considerazione con funzioni di supporto a Pianigiani durante il suo mandato e come responsabile di una Nazionale importante per il futuro del basket italiano come l’Under 18, dover ci sono ottimi prospetti da far crescere, mi inorgoglisce e mi motiva al 100%. E a maggior ragione, non posso che seguire un campionato come quello di Legadue che da agli italiani il 47% del minutaggio globale”.

 

Buttiamoci in mischia allora: stupito più del ko di Sassari a Jesi o di quello casalingo di Brindisi con l’Assigeco?

“Sinceramente, mi ha sorpreso di più il passo falso di Brindisi e vi spiego perché. Detto che Casalpusterlengo ribadisce il suo grande momento che di fatto, aggiungendo anche la vittoria di Scafati, in un ciclo arrivato già a 4 successi di fila, certifica il loro salto di qualità sia per il gioco che esprimono sia per inserimenti che si sono rivelati tutti addizioni azzeccate, sono rimasto deluso dall’Enel sulla quale mi ero sbilanciato la settimana scorsa. Soprattutto perché si è riproposto un aspetto che pensavo superato, e ciòè una nuova caduta a livello mentale e di concetrazione. Girare al 30’ a +15, al di là dei meriti dell’Assigeco brava ad approfittarne, e poi cadere così vuol dire che quei problemi che parevano risolti, non sono in realtà ancora definiti. Invece, see è vero che Sassari ha perso con una Fileni priva anche di un suo americano, è vero però che la squadra di Sacchetti giocava in trasferta e fin qui non aveva mai sbagliato una partita, nemmeno quelle perse. Era fisiologico avvenisse prima o poi, come ci può stare un momento di ribasso e gestione di una stagione lunga e faticosa. Poi, Rowe ha fallito la sua prima partita, e se ciò è coinciso con la peggior prestazione di Sassari, credo che ci sia già in questo elemento una chiave di lettura importante”.

E a questo punto, sarà scontro diretto, sabato alle 20.30 su RaiSport più, una di quelle sfide che caricano anche chi le deve commentare, in questo caso Franco Lauro e proprio il nostro Caja…

“Cominciamo ad avviarci a quelle partite che assumono una rilevanza particolare e questa sarà una di esse. Nello sport i pronostici e le affermazioni assolute sono rischiosi e fatti per essere smentiti, ma credo sia difficile non dare a questa sfida un valore fondamentale, quasi decisivo, anche se in questi giorni, ovviamente dalle due parti faranno di tutto per stemperare i significati e allentare la tensione. Però se vincesse il Banco di Sardegna, si metterebbe a + 6 e magari anche con lo scontro diretto a favore (all’andata ha perso solo di 2), a 11 giornate dalla fine, sarebbe tanta roba. Se invece la spuntasse l’Enel, si creerebbe una volata lunga, presumibilmente almeno a tre squadre, con Reggio Emilia, e in pratica si ripartirebbe per un nuovo campionato”.

Cosa si aspetta da questa supersfida?

“Credo che assisteremo ad una gara di livello assoluto, da categoria superiore. Se Brindisi riuscisse ad imporsi, bisognerebbe dire che ha avuto una reazione nervosa e di carattere ad un ko inatteso da grande squadra, capace cioè di andare a vincere sul campo della rivale più dichiarata. Sassari invece trarrebbe conferma di un percorso che fin qui ha davvero pochi nei,. Di fortne avremo due squadre che giocano molto in transizione, sviluppando un gioco spumeggiante, credo quindi che la differenza la farà chi avrà la maggior capacità di imporsi difensivamente, limitando i rispettivi terminali. Dopo aver visto la grande prova di Thomas in difesa su Myers, sono curioso di vederlo alle prese con Kemp, così come interessante sarà vedere due giocatori italiani come Maresca e Devecchi alle prese con due tipini come Rowe e Crispin. In area, invece, credo che Sassar possa disporre di lunghi più pericolosi perimetralmente, però in realtà Brindisi, da questo punto di vista, ha, più di altri, elementi che si possono accoppiare meglio a Hubalek e c. E per la squadra di Perdichizzi, ritengo, che la chiave sia sempre Radulovic, che non ha ripetuto la brillante prova di Rimini e l’Enel ne ha risentito di sicuro. Certamente, un grande spot per Legadue, grazie anche alLa meravigliosa cornice di pubblico, caldo e corretto che ci sarà, di due tifoserie tra le più numerose ed appassionate. Speriamo siano in tanti anche davanti agli schermi di Rai Sport più”.

Intanto invece, continua a non trovare via d’uscita la situazione della Reyer…

“Sono in diffcoltà a commentare cosa stia succedendo alla Reyer. Soprattutto, l’approccio di una squadra che veniva da 6 ko, che ha già cambiato allenatore e giocatori, eppure pronti via e va sotto 17-0, diventa difficile da spiegare e capire. Ora Venezia dovrà rendersi conto che il suo campionato è diventato quello per la salvezza e dovrà farlo in fretta. Mi sembra una squadra che manca di fisicità di atletismo, che ha problemi di esecuzione dei giochi e a prendersi vantaggi in 1c1, e per quel che si è visto a Udine, Young è in difficoltà proprio da questo punto di vista e quindi m’interrogo se sia l’uomo giusto, sperando che mi dimostri che sbaglio. Per ora però, non si può che dire, per quel che si è visto finora, che l’Umana è una squadra eterogenea, cioè il contrario di omogenea. Come invece è Casale Monferrato, che affronta domenica. La squadra di Crespi ha continuato a credere nel suo progetto, apportando pochi ma significativi interventi correttivi, e anche il ko di Pavia non smentisce il discorso generale sulla metamorfosi della Fastweb. Perdere ai supplementari, in trasferta e contro Pavia, affamata di punti e sostenuta come sempre da un pubblico caldissimo, equivarrebbe nel calcio ad un pareggio, ed in questo caso va considerato un ko che non scalfisce il bilancio della nuova Casale, che, tra l ‘altro, ha sempre dimostrato, di saper imparare dagli errori e trasformarli in lezione facendone tesoro per migliorarsi”.

Proseguendo in tema di lotta salvezza, che dire di questa Jesi che si risveglia nell’occasione più improbabile?

“Ovviamente, la Fileni merita applausi, ma ora dovrà dimostrare di sapere dare continuità ai suoi risultati, cosa mancata finora. Con Sassari è stata una grande prova di vivezza, con un Adams straordinario al tiro come si sapeva essere nelle sue doti, na anche il lavoro umile di Giuri su Rowe, importante pur facendo 0 a tabellino. Certo il ko di Waleskowski, che era stata la cosa più positiva della stagione jesina, è un’altra mazzata e non sarà facile sostituirlo, ma ora si giocano partite in cui non si può guardare indietro nè pensare ai rimpianti. Non si può pensare di vincere sempre e battere i più forti, ma bisogna essere regolari e vincere soprattutto quando si deve vincere. In questa ottica, diventa una grande occasione la partita di Latina, che pur non sarà facile perchè la squadra laziale lotta e non è rassegnata e ora ha messo dentro un giocatore offensivo (il ceko Bosak, ndr) che le mancava dalla partenza di Rivers. Però Jesi deve insistere, vincere vorrebbe dire eliminare quasi del tutto una diretta concorrente”.

Tornando all’alta classifica, bella sfida fra una Reggio ormai grande acclarata e un aspirante tale o quasi come Scafati…

“La vittoria della Trenkwalder a Latina è di quelle che pesano, perché i campionati sono resi migliori o inferiori alle aspettative spesso proprio dalla capacità di saper vincere queste partite trappola. Reggio, zitta zitta è li, al secondo posto, capace di far diventare lezioni da cui imparare ko come quello di Pavia e non ripetersi poi stavolta a latina. Io credo che la Trenkwalder sarà protagonista fino alla fine, anche perché ha un suo standard di gioco e rendimento di buon livello che più o meno garantisce sempre, e da qui può fare altri miglioramenti, grazie a giocatori esperti che nella fase cruciale della stagione diventano ancora più determinanti e a tanti giovani, che di vittoria, in vittoria acquisiscono sempre più sicurezza e consapevolezza in se stessi. D’altro canto, Scafati è sicuramente squadra da classifica più alta rispetto all’attuale su cui pesa il pessimo avvio, e il modo in cui ha vinto a Venezia e con Rimini confermano che il ko con l’Ucc era casuale e anche figlio dei meriti della squadra di Lottici. Finalmente, mi sembra sia arrivato l ‘Apodaca vicino ai livelli che gli sono consoni e possono sicuramente ambire a recuperare terreno in chiave play off e la partita di Reggio potrebbe essere un bel trampolino. Fascinoso il duello tra Chiacig e Frosini, due tra gli interpreti più alti del nostro basket recente del loro ruolo e del gioco interno, così come spettacolare sarà il duello fra Goss e Marigney ottimi attaccanti o tra Fultz e Apodaca. Tra le partite più interessanti del turno di questa settimana”.

Come del resto è Miro Radici-Snaidero…

“Per Vigevano non sappiamo più che dire se non ripeterci. Ogni settimana diciamo bene, bravi, ma stavolta sarà dura, come avevamo detto prima di Veroli e invece loro, avanti, vittoria, dopo vittoria. La squadra di Garelli è quella che più di ogni latro è capace di trasformare i suoi limiti o le difficoltà in punti di forza. Come a Veroli, dove ha lasciato ad uno degli attacchi più forti solo 66 punti in 40’, con percentuali da tre nettamente più basse del solito, e vinto al supplementare senza Boyette, Bougaieff fuori per falli e Ghersetti, fuori dall’inizio. In questo Udine è la squadra che le assomiglia di più. Squadra che ha un sistema certo e che quando va in campo, sa sempre cosa fare, preparatissima tatticamente e come regole di gioco. Una squadra solida, quella di Cavina, che sai sempre cosa ti darà, anche quando ha difficoltà, e ne ha avute sotto forma di infortuni, o non è nella giornata migliore. Da seguire sarà il confronto fra il talento difensivo di Williams e quello offensivo, discreto e non egoista, di Harrison. Credo che per Udine sia matura una vittoria in trasferta per dare fisionomia più chiara alle sue ambizioni, ma sono anche sicuro che Vigevano mi dimostrerà che mi sbaglio. Certamente, due squadre tra le più belle realtà del campionato e destinate al ruolo di mine vaganti fino in fondo”.

Al vertice sfida da non fallire tra Pistoia e Veroli, ma solo una delle due potrà vincere…

“Sinceramente, credo sia più da riflessione la situazione di Veroli, che finora, almeno in casa, aveva avuto –tranne proprio con Pistoia – un percorso netto e in cui riusciva a mascherare i propri problemi. Non esserci riusciti domenica, vuol dire necessità di una riflessione più profonda. Le sconfitte di Veroli e Pistoia sono diverse proprio per questi motivi, perché quelle della Carmatic sono arrivate, in trasferta e giocando comunque la propria partita, avvertendo anche la mancanza del suo migliore attaccante, Slay. La prima invece oltre a perdere in casa, non è riuscita neanche a fare la sua partita tipica. Sul piano tecnico, fondamentale come sempre per chi gioca contro Veroli, la marcatura di Hines, mentre aperto è il duello in playmaking tra Skinn e Draper. Se ci sarà Slay, Veroli dovrà studiare qualcosa, anche non potendo disporre di due buoni marcatori come Gatto e Gigena. Per la prima un rischio in più il fatto di giocare fuori, Pistoia e il suo pubblico sono un fattore, ma Veroli dovrà farsi trovare pronta. Ormai non ci sono più partite facili o difficili, ma solo partite da vincere”.

Derby vibrante al palaCastellotti di Lodi tra Assigeco e Paul Mitchell Pavia…

“Di Casalpusterlengo abbiamo detto, Pavia ha strappato con le unghie il successo a Casale Monferrato tenendo viva la sua rincorsa. L’aspetto più positivo per la squadra di De Raffaele è che questo è avvenuto all’interno di un ciclo di buone prestazioni non sempre corrisposte con la vittoria, segno che nessuno di loro ha mollato. L’altro aspetto da sottolineare è che il successo è arrivato non dietro a una prestazione offensiva importante di Forte, che anzi ha giocato a livelli normali, ma grazie all’apporto oltre che del solito Colussi, di Nardi, Parente, Volcic e Boykin – quest’ultimo un inserimento che sta davvero cambiando la vita in area a Pavia risolvendo i problemi che c’erano prima del suo arrivo – ed anzi lo stesso Forte non è stato dannoso come capita ai bomber quando non sono ispirati, ma si è messo al servizio dei compagni più in giornata. Pronostico impossibile. Quelli esperti di queste cose dicono che, nei derby, spesso vince il meno favorito, e questo caso significherebbe Pavia…”.

Per finire, un altro derby, quello romagnolo tra Rimini e Imola….

“Qui molto dipenderà dalle motivazioni di Rimini dopo la settimana che ha visto complicarsi le vicende societarie, ed anche dalle condizioni di chi Sacco riuscirà a mettere in campo. Detto questo, però Rimini, ha avuto flessioni e un po’ di incostanza da alcuni giocatori e non è riuscita a sopperirvi, nonostante un Myers instancabile e che ho sentito anche molto coinvolto, anche emotivamente, nel cercare una soluzione ai problemi economici del club, e di alcuni giovani come Gurini. L’Aget è un altra di quelle squadre più solide come continuità, specie in rapporto al talento e potrebbe approfittarne, di questo momento difficile riminese. Myers sta cantando e portando al croce, in attesa del rientro di qualche compagno e di più continuità di altri, vedi Bernard: Rimini non ancora uscita da’ “a nuttata” in cui si è infilata, e questo derby è il crocevia per poter pensare ai play off o per capire se è il caso di cominciare a pensare a mettere al sicuro la salvezza”.

Capitolo finale, quello più atteso dagli appassionati. Gli Oscar della 18ma giornata…

“Tra gli italiani, nomination per Brkic, ormai una presenza fissa, che si sta dimostrando pronto al grande salto per completezza di repertorio e capacità di fare la cosa giusta nel momento giusto, anche a livello tattico; poi, Colussi che in pratica ha fatto l’americano per Pavia contro Casale; meriterebbe una citazione anche Gurini, prestazione importante, non però coronata dal successo della sua squadra. L’Oscar, invece lo do volentieri a Matteo Bertolazzi, che finora non è stato citato spesso nei successi di Vigevano, ma con l’età è anche migliorato, e in una squadra che vince anche per la capacità di gestire i ritmi, i meriti del play sono indubbi. Lui è il tipo esempio di quel tipo di giocatori del sommerso che non ha avuto la fortuna che avrebbe meritato perchè spesso non sono seguiti come dovrebbe essere”.

E ora le stelle straniere…

“Detto di Ostler, altra presenza abbastanza costante nel nostro appuntamento settimanale, un lungo che segna come una guardia e che pure lui fa parte di quel gruppo di giocatori di Livorno che sta trovando successo (Rowe, Kemp, Anderson)e che quindi andrà rivalutato, un lungo atipico che si apre come un esterno e tira con una fiducia pazzesca; poi Whiting, abile come pochi a guadagnarsi falli attaccando dal palleggio e con fisicità in 1c1 (a proposito, che duello in Rimini-Imola sarà, anche dal punto di vista delle rispettive doti difensive, quello tra lui e Myers); infine, l’Oscar va a Thomas Adams per la sua performance offensiva che acquisisce grande rilevanza e valore perché fatta nelle condizioni più difficili, contro l’avversario più forte e giocando in una situazione di squadra e di classifica molto difficile. Il riconoscimento ci sta tutto”.

D’accordo coach, ma già fremiamo per sapere cosa sarà successo domenica prossima e conoscere le sue valutazioni. Intanto, però, non perdiamoci sabato sera la diretta di Rai Sport più, con un Sassari-Brindisi che Franco Lauro e Attilio Caja ci faranno vivere dal primo all’ultimo minuto.

 

Fonte: Uff. Stampa Legadue - Fabrizio Pungetti