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Paolo Moretti
Paolo Moretti

MORETTI è soddisfatto a metà. Il tecnico biancorosso è raggiante per avere raggiunto matematicamente i playoff, lo è un pò meno per l’atteggiamento del pubblico. «Mi aspettavo di vedere uscire la squadra fra gli applausi — dice Moretti — in compenso nello spogliatoio ho fatto io un lungo applauso ai ragazzi.

 

Ad inizio anno gli addetti ai lavori ci davano ultimi insieme a Latina: o si sono sbagliati tutti, oppure abbiamo fatto un grande lavoro. Abbiamo conquistato i playoff con due giornate di anticipo essendo sempre stati dentro la griglia fin dalle prime giornate. Adesso inizia la seconda fase e non vogliamo che i playoff rappresentino un premio, ma abbiamo intenzione di giocarli al meglio nel rispetto della società, dei tifosi e di noi stessi. Vogliamo arrivare pronti a questo appuntamento perchè per noi la stagione non è finita qui.

Perquesto la squadra avrebbe meritato un applauso in più. ». Forse quell’applauso non è arrivato perchè la partita non è che sia stata così esaltante, anzi la Carmatic ha rischiato pure di perdere. «Casalpusterlengo — prosegue Moretti — è riuscita a rientrare grazie a due triple fortunose che hanno danzato più volte sul ferro prima di entrare e per un nostro leggero calo. Non nascondo che abbiamo faticato molto, loro hanno giocato sia in maniera aggressiva che usando molta tattica. Quando siamo andati sopra di 15 punti ci siamo rilassati, mentre i nostri avversari ci hanno creduto e hanno recuperato. E’ vero, quel parziale di 14-0 poteva mortificare il lavoro che avevamo fatto. Non è stato facile ritrovare la concentrazione e per questo dico che stasera abbiamo vinto due partite e che i ragazzi sono stati doppiamente bravi». Bravi tutti, a parte, forse, Skinn che continua ad avere momenti di vuoto. «Skinn ha giocato una gara positiva — afferma Moretti — ha fatto quello che gli ho chiesto, ha lavorato per la squadra. Gli è mancato solo il tiro, ma per quanto riguarda le percentuali tutta la squadra non ha eccelso. Sono convinto che il contesto lo aiuterebbe di più se non fischiasse o urlasse ad ogni minimo errore».