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La matricola che sta divertendo il campionato con le sue stelle americane e il gioco spumeggiante di Meo Sacchetti non si iscriverà al secondo anno dell'Università del Basket di Serie A. Non come Sassari almeno. La Dinamo è in vendita.

 

Lo ha annunciato il presidente Luciano Mele ieri mattina in una conferenza stampa.

“Siamo senza main sponsor, così è un massacro economico che mette a rischio le nostre aziende. Mi maledico per avere iscritto la squadra l'anno scorso, anche se non di avere allestito una squadra simile per disputare un campionato dignitoso. La verità è che chi ci aveva fatto una promessa si è tirato indietro e non ci sono le condizioni per proseguire”.

Il club sassarese ha diversi secondi sponsor (Regione Sardegna, Ford e Banco di Sardegna), però - unica nella Lega - non uno sponsor principale che avrebbe dovuto garantire almeno un milione di euro. E così nonostante gli incassi di uno dei pubblici più numerosi del campionato, il budget è comunque monco.

I soci si sono quotati per superare l'esame trimestrale della Comtec, però mancano le garanzie per continuare.

REPLICA - Già l'estate scorsa la società biancoblù era stata messa in vendita e si era fatta avanti la Fortitudo Bologna (operazione peraltro malvista dalla Lega), poi tutto era saltato.

“Prima dell'incontro a Bologna per cedere società e titolo ci chiamò qualcuno promettendo una sponsorizzazione. Non ha mantenuto la promessa. Ho trascorso notti insonni, abbiamo avuto contatti e incontri, ma siamo ancora alla fase del vedremo. Non ci casco più, mica posso mandare in rovina le mie aziende”.

E se l'anno scorso la Dinamo veniva offerta gratis, senza oneri aggiuntivi, questa volta la famiglia Mele fa dei distinguo.

“Ci siamo dissanguati perché ci hanno lasciati soli. Questa volta la vendiamo, non la mettiamo a disposizione gratis”.

TANTA TV - Il paradosso è che la Dinamo Sassari è una delle società con più visibilità su Sky: dieci dirette in totale, comprese le prossime delle gare esterne a Bologna e Treviso, e di quella casalinga contro Roma. Se non basta questo per attirare uno sponsor, allora per il basket - che già perderà un marchio storico come quello di Benetton - è davvero grigia.