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L'abbraccio tra due dei possibili mvp stagionali
Giocatori del mese: Derrick Rose e Kobe Bryant, due dei maggiori contendenti per il titolo di Mvp della stagione regolare, hanno vinto la palma di miglior giocatore del mese rispettivamente della Eastern e della Western Conference. Il play dei Bulls ha chiuso il mese di marzo a 25.6 punti e 7.1 assist, stabilendo ben 5 career-high (punti, 42 contro Indiana, assist, 17 contro Milwaukee, triple a segno, 6 contro Atlanta, e tiri liberi segnati e tentati, 18-21 di nuovo contro Indiana), guidando Chicago ad un record di 13-3. Bryant ha invece chiuso il mese di marzo a quota 25.8 punti, 4.8 rimbalzi e 4.4 assist (12-1 il record dei Lakers nel periodo), superando Jabbar nella classifica delle gare giocate in maglia Lakers e Moses Malone come sesto marcatore di tutti i tempi della storia Nba (il prossimo obiettivo è il suo nemico-amico Shaquille O’Neal). Gli altri candidati in lizza per il premio erano: Lebron James, Chris Bosh, Dwyane Wade, Dwight Howard, Andre Iguodala e Kris Humphries per la costa atlantica e Kyle Lowry, Russell Westbrook e Marcus Thornton per la Western Conference.



Rookie del mese: John Wall, play dei Washington Wizards, e Blake Griffin, ala dei Los Angeles Clippers, sono stati nominati rookie del mese della Eastern e della Western Conference. Wall ha chiuso il mese di marzo a 18.1 punti e 7.3 assist di media (il migliore di quest’ultima categoria tra i rookie), mentre Griffin ha collezionato 20.5 punti e 10.4 rimbalzi, primo in entrambe le categorie statistiche tra i giocatori al primo anno, cui ha aggiunto 4.3 assist. Gli altri giocatori in lizza per il premio erano Greg Monroe e Jordan Crawford (sorprendente compagno di Wall) per la Eastern Confence e Patrick Patterson e DeMarcus Cousins per quel che concerne la costa pacifica.



Il Joe Dumars Trophy
Sportsmanship Award (Joe Dumars Trophy): Al termine della regular season un comitato di quattro ex giocatori (Rolando Blackman, John Crotty, Mark Jackson e Eddie Johnson) nominerà il giocatore più sportivo dell’anno, premio indetto nel 1996 con lo scopo di gratificare il cestista che meglio si comporta sul parquet e che meglio rappresenta i valori che la lega vuole veicolare (correttezza, etica del lavoro, integrità morale, rispetto dell’avversario e degli arbitri, ecc..). In attesa del giudizio definitivo, i quattro ‘saggi’ hanno già ristretto la cerchia dei candidati da 30 (uno per ogni team) a 6: D.J. Augustin, Luol Deng (già vittorioso nel 2007), Stephen Curry, Deron Williams, LaMarcus Aldridge e George Hill. Tra i tanti nomi illustri ad aver ricevuto il riconoscimento in passato segnaliamo Joe Dumars (1996, il trofeo è intitolato a lui), Avery Johnson (1998), David Robinson (2001), Steve Smith (2002), Ray Allen (2003), Elton Brand (2006), Chauncey Billups (2009) e Grant Hill (per ben tre volte, 2005, 2008 e 2010).



I migliori coach di marzo: Tom Thibodeau, guida dei Chicago Bulls, e Phil Jackson, storico uomo sul pino dei Lakers, sono stati nominati coach del mese di marzo della Eastern e della Western Conference. I Bulls hanno chiuso il mese con un record di 13-3, volando in testa alla conference orientale, mentre i Lakers hanno concluso con 12 vittorie e una sola sconfitta (ad opera degli Heat), avvicinandosi notevolmente al primo posto della Western, detenuto da San Antonio. Gli altri candidati alla vittoria erano George Karl (Denver), Rick Adelman (Houston), Lionel Hollins (Memphis), Erik Spoelstra (Miami), Scott Brooks (Oklahoma), Stan Van Gundy (Orlando) e Doug Collins (Philadelphia).



Dennis Rodman con la sua numero 10
Rodman, ritiro della maglia e Hall of Fame: I Detroit Pistons hanno deciso di ritirare la maglia numero 10 dell’indimenticabile Dennis Rodman, scelto proprio dalla franchigia della Mo Town al secondo giro del draft del 1986 (27a pick), durante l’intervallo della gara casalinga contro i Chicago Bulls del primo aprile. Per quanto venga ricordato soprattutto per i tre titoli in maglia Bulls infatti, The Worm ha ricoperto un ruolo fondamentale nella vittoria dei due titoli del 1989 e del 1990 da parte dei Bad Boys. Come non bastasse la notizia del ritiro della canotta bianca e blu, Rodman è inoltre stato votato come prossimo Hall of Famer (era in lizza con altri 11 candidati tra cui Jamaal Wilkes, Maurice Cheeks, Chris Mullin e Ralph Sampson). La cerimonia si terrà ad agosto a Springfield e vedrà premiati, oltre a Rodman, Chris Mullin, Artis Gilmore, Arvydas Sabonis, l’ex Harlem Globetrotter Reece "Goose" Tatum, l’olimpionica Teresa Edwards e l’ex Celtic Tom "Satch" Sanders, oltre a tre grandissimi coach: Tex Winter, ideatore della triangolo, Tara VanDerveer, coach della squadra femminile di Stanford dal 1985 (due titoli) e Herb Magee, The Shot Doctor, storico allenatore della Philadelphia University (43 anni e 922 vittorie).



Giocatori della settimana: Carmelo Anthony, stella dei New York Knicks, e Zach Randolph, miglior marcatore dei Memphis Grizzles, sono stati nominati giocatori della settimana appena conclusa (28 marzo – 3 aprile) per la Eastern e la Western Conference. ‘Melo ha chiuso le 3 gare contro Orlando, New Jersey e Cleveland (tutte vinte dalla truppa D'Antoni) ad una media di 34.3 punti e 8.3 rimbalzi con il 50% dal campo, mentre Randolph, giocatore della settimana per la terza volta in stagione, ha collezionato 26 punti, 10.3 rimbalzi e 5 assist nelle vittorie (tutte con uno scarto in doppia cifra) contro Golden State, New Orleans e Minnesota. Gli altri candidati al premio erano Darren Collison, LeBron James, Carl Landry, Dwight Howard e Jordan Crawford.



In breve:

- dal 3 al 10 aprile si tiene per il terzo anno consecutivo la Nba Green Week, vale a dire la settimana dedicata all’ambiente organizzata dalla lega in collaborazione con il NRDC (Natural Resources Defense Council). L’obiettivo è quello di sensibilizzare gli spettatori nei confronti del tema ambientale e di raccogliere fondi da devolvere ad associazioni che lavorano nel campo.

- Henry Taub, co-proprietario dei Nets per quasi 20 anni fino al 1998, è morto nella giornata di giovedì presso il Mount Sinai Hospital di New York. Aveva 83 anni.

Ancora guai per Shaq
- E’ durato solo 5 minuti il ritorno sul parquet di Shaquille O’Neal. Fuori da 27 gare a causa di un problema al tendine di achille, il quattro volte campione Nba era rientrato nella gara di domenica notte contro i Pistons ma ha dovuto mollare quasi subito a causa di uno strappo al polpaccio destro. Al momento non sono stati resi noti i tempi di recupero, ma secondo coach Doc Rivers Shaq potrebbe rientrare già sul finire di questa settimana (dichiarazione riportata da WEEI.com).



Stefano Molle