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Atlanta Hawks @ Chicago Bulls 73-86 (serie 1-1)
 

D.Rose, un enigma per la difesa degli Hawks -foto yahoo.com-
Hawks: J.Teague 21, J.Johnson 16, J.Smith 13. Reb (39): A.Horford 14. Ast (14): A.Horford 6

Bulls: D.Rose 25, J.Noah 19, L.Deng 14. Reb (58): J.Noah 14. Ast (19): D.Rose 10

Il “Derrick Rose day”, brutalmente rovinato da Atlanta in occasione di gara1, ha avuto luogo nella serata di gara2: David Stern lo premia prima della palla a due, e il pubblico ulula “MVP, MVP” subito dopo la sirena finale. Nel frattempo Rose ha dominato la scena, chiudendo con una doppia doppia da 25 punti e 10 assist, nonostante la caviglia distorta all’ultimo secondo della gara inaugurale della serie non proprio in perfette condizioni. Nel solo primo quarto il numero 1 ne mette 12, Noah è un fattore a rimbalzo d’attacco, e un paio di iniziative di talento di Boozer, anche lui malconcio, valgono il +10 (42-32). All’intervallo il tabellone recita 48-37. Coach Larry Drew prova a scuotere i suoi: Joe Johnson risponde all’invito, e rientra con una faccia diversa: tiro in sospensione complicatissimo e canestro e fallo subito per riportare i suoi sotto la doppia cifra di svantaggio. Nei momenti in cui serve, Rose riesce sempre ad abusare della difesa di Teague, autore di un’ottima prova offensiva, e ad evitare che gli Hawks tornino realmente a contatto. Una tripla incredibile, allo scadere dei ventiquattro secondi, di Korver, rappresenta una ulteriore mazzata sulle speranze degli ospiti (70-60). Horford e compagni riescono ancora a riportarsi sul -6, ma Deng, rimasto in campo ben 46 minuti, e ancora Rose piazzano i canestri della staffa. Jamal Crawford, devastante in gara1, tira con un misero 2 su 11; i Bulls proseguono nel trend stagionali, che non li ha mai visti soccombere due volte consecutivamente allo United Center.



Dallas Mavericks @ Los Angeles Lakers 93-81 (serie 2-0)

T.Chandler, al primo anno a Dallas -foto yahoo.com-
Mavs: D.Nowitzki 24, S.Marion 14, J.J.Barea 12. Reb (39): S.Marion 9. Ast (20): J.Kidd 6

Lakers: K.Bryant 23, A.Bynum 18, P.Gasol 13. Reb (44): A.Bynum 13. Ast (18): D.Fisher 5

I Mavericks, dopo anni di insuccessi nella postseason, si sono costruiti un’occasione clamorosa per accedere, da favoriti, alla finale della Western Conference, espugnando anche in gara2 lo Staples Center. I Lakers non perdevano le prime due partite di una serie dalle Finals del 2008, e nella storia soltanto tre volte una squadra che ha perso le prime due in casa è riuscita a strappare il pass per il turno successivo. Sfida molto fisica: Chandler vola ad inchiodare l’alley oop di Terry, Bynum ripaga con la stessa moneta ogni volta che la difesa dei Mavs lo lascia ricevere troppo vicino al canestro. L’equilibrio regna incontrastato nel primo tempo: Kobe si arresta in un centimetro e lascia partire il jumper del 38-37; un fallo tecnico di Artest, tre tiri liberi ingenuamente regalati da Gasol a Kidd e il “solito”, ma immarcabile fade away di Nowitzki spostano l’inerzia verso la squadra texana, che rientra negli spogliatoi avanti di due (49-51). Il tiro da tre non entra mai ai Lakers: soltanto una magia di Bryant a partita già compromessa evita di interrompere la striscia, in corso dal 2001, di almeno un tiro dall’arco a bersaglio nelle gare di Playoff. Il tedesco, invece, è preciso dal perimetro, e smuove appena la retina per il 56-60. Bryant ci prova, ma è mal assistito dalla squadra; J.J.Barea, l’uomo che non ti aspetti, estrae dal cilindro un paio di giocate alla Chris Paul (penetrazione al capolinea eludendo la stoppata di Bynum e delizioso assist per l’affondata di Haywood) per il +10 con quattro minuti rimasti sul cronometro. La partita è segnata, ma Artest trova il modo di farsi espellere, rifilando una manata di frustrazione proprio a Barea.

Alessandro Germani