Basket, in Lituania un'Italia ambiziosa. "Non temiamo chi è più forte di noi".

Marco Belinelli, è l'Italia dei "Big Three" della Nba, lei Bargnani e Gallinari, anche se Gallo per ora non si allena per problemi a un piede. Quali sono le vostre aspettative?



"C'è tanta motivazione. È la prima volta che siamo tutti e tre. Adesso la squadra è fatta bene, siamo tutti giovani, c'è un'organizzazione diversa e un tecnico molto bravo per un obiettivo importante come gli Europei".

Lei viene da una stagione positiva agli Hornets ed è ormai qualche anno che veste l'azzurro: quanto si sente leader di questo gruppo?

"Abbastanza. E' giusto che sia così, anche se le responsabilità maggiori possono essere divise fra tutti quelli esperti come me, Bargnani, Mordente o Mancinelli. In questa squadra devo portare la palla e coinvolgere i compagni, non esattamente il mio ruolo, ma va bene anche così".

Appunto. Tutti dovranno fare un sacrificio, rinunciando a qualche tiro per un passaggio in più. D'accordo?

"In una squadra così è molto importante capire i propri ruoli: c'è chi può entrare 3 minuti e fare una grandissima difesa oppure prendere rimbalzi importanti. Chi fare dell'altro. Nelle squadre forti tutti devono riuscire a rendersi utili anche in poco tempo".

I punti forti di questa Nazionale?

"Possiamo essere efficaci in difesa, cambiando spesso marcature e mettendo in difficoltà gli attacchi. Siamo giovani, ci piace correre, magari sbagliamo un pò forzando soluzioni quando dovremmo ragionare di più, ma credo che stiamo migliorando".

II presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha detto che l'Italia è già a Londra 2012 perché inferiore solo alla Spagna. È questo l'obiettivo? 

"Le sue parole fanno piacere. Bisogna però stare con i piedi per terra. C'è tanto da fare, siamo una buona squadra ma dobbiamo dimostrarlo. L'obiettivo che ho io e che dobbiamo avere tutti è quello di vincere, sempre. Anche gli Europei? E' giusto avere grandi obiettivi e io prima o poi vorrei riuscirci. Dobbiamo rispettare tutti senza avere paura di nessuno".

Quali le avversarie più forti?

"A questo livello sono tutte forti, con Spagna, Francia e Serbia un gradino sopra le altre".

Crollano le Borse, Wall Street è nel panico e l'America ha rischiato il default. Ma voi cestisti Nba scioperate e respingete i tagli. Non è un paradosso? 

"Io penso a giocare, seguo poco economia o politica. Sono un giovane che ama il basket. Certo, mi spiace per questa situazione, ma sono fasi della vita".

I calciatori italiani si "ispirano" a voi. "Non siamo dei privilegiati", dicono... 

"In Italia i calciatori vengono visti davvero come dei vip, sono una cosa a parte. Ma non so quali sono le loro motivazioni. Ripeto, penso al basket".

Ma lei si sente o no un privilegiato?

"Certo, ma tutti noi abbiamo fatto dei sacrifici per arrivare qua. Va rispettato ogni tipo di lavoratore, l'operaio, l'impiegato e così via. Di sicuro io ho avuto la fortuna di essere riuscito a fare quello che amo".

Si narrava tempo fa di un suo clamoroso ritorno in Italia, a Siena. 

"C'è il lockout della Nba, non posso parlare di queste cose".

Ma se questo sciopero durasse a lungo, un pensiero lo farebbe?

"Spero che la stagione inizi. Io voglio la Nba, voglio stare di là. Se però lo stop durasse dovremo tutti fare delle scelte. Ma ora penso agli Europei".

Milano ha fatto una squadra impressionante. Siena è sempre una regina. Che campionato sarà?

"L'Olimpia ha preso giocatori fortissimi. Sulla carta è lei la favorita. Ma attenzione alla Mps, che è forte e solida".