Portafortuna Tommasini: «Ci riprovo con Veroli»
Uomo promozione. Già due gioie con Forlì e Ostuni.
Alla seconda giornata già il derby con la Effe che "rappresenta uno stimolo in più" dice Claudio. Dopo un’ottima stagione in Divisione Nazionale A a Ostuni (in 21,4 minuti ha segnato 6,5 punti con 2,2 assist di media), ora un ulteriore salto in alto.
In luglio l’europeo Under 20 non gli ha regalato le soddisfazioni che cercava, visto che il medico dell’Italia gli ha impedito di scendere in campo a causa di una tendinite.
"Io sarei andato lo stesso, è stato un grande dispiacere non partecipare, anche perché sarebbe stata una bella vetrina" spiega l’esterno bolognese.
Il figlio dell’ex pivot Virtus Aldo Tommasini negli ultimi anni ha vissuto comunque momenti indimenticabili.
Cominciamo dal più bello: il tiro vincente con la Virtus nella finale under 17 contro Siena.
"Prima di effettuarlo, ero sicuro di segnare, me lo sentivo. L’ho detto io a coach Consolini, durante la rimessa, che avrei tirato".
E quello più brutto: il canestro di Malaventura allo scadere nella finale promozione tra la sua Forlì e la Fortitudo.
"E’ stata l’unica volta in cui ho abbassato la guardia. Credevo di aver già vinto, pensavo fosse impossibile segnare così".
Che stagione è stata quella con Forlì?
"Il primo anno da senior è stato stupendo. Ho legato tantissimo con Lestini, Frassineti e Villani, che sento sempre. Sembrava dovessi essere confermato, ma non c’erano le risorse per investire su di me".
A Ostuni come si è trovato?
"Inzialmente ho fatto fatica ad ambientarmi, anche se il posto è meraviglioso. Il campionato al Sud è diverso: i tifosi mettono moolta pressione e il gioco è più ‘sporco’. Da febbraio in poi sono cresciuto molto. E’ stata una stagione positiva, rifarei tutto".
Adesso c’è Veroli. Che sensazioni ha?
"Sono carico. Coach Cavina mi ha detto di lavorare sodo che spazio per i giovani ce ne sarà. L’obiettivo è la promozione, la squadra è davvero forte".
Quando inizierà la nuova avventura?
"Parto per Veroli, poi domani ho le visite mediche".
Sabatini cosa le ha detto?
"Era contento per la scelta e di come è andata la trattativa".
Le pesa l’eredità di suo padre?
"No, anche perché mio nonno Franco Sanguettoli giocava in serie A e i miei zii hanno disputato la A o la B. Se guardassi al passato dei familiari, dovrei ritirarmi".
Ha un sogno nel cassetto?
"Giocare in serie A con la Virtus. Poi ovviamente la Nba, ma la vedo dura... perché c’è il lockout".
DOPO un’estate un pò al di sotto delle aspettative, è pronto ai blocchi di partenza. Claudio Tommasini, playmaker di proprietà della Virtus (almeno fino al raggiungimento del ventunesimo anno d’età), ha firmato il nuovo contratto annuale con la Prima Veroli in LegaDue.
Alla seconda giornata già il derby con la Effe che "rappresenta uno stimolo in più" dice Claudio. Dopo un’ottima stagione in Divisione Nazionale A a Ostuni (in 21,4 minuti ha segnato 6,5 punti con 2,2 assist di media), ora un ulteriore salto in alto.
In luglio l’europeo Under 20 non gli ha regalato le soddisfazioni che cercava, visto che il medico dell’Italia gli ha impedito di scendere in campo a causa di una tendinite.
"Io sarei andato lo stesso, è stato un grande dispiacere non partecipare, anche perché sarebbe stata una bella vetrina" spiega l’esterno bolognese.
Il figlio dell’ex pivot Virtus Aldo Tommasini negli ultimi anni ha vissuto comunque momenti indimenticabili.
Cominciamo dal più bello: il tiro vincente con la Virtus nella finale under 17 contro Siena.
"Prima di effettuarlo, ero sicuro di segnare, me lo sentivo. L’ho detto io a coach Consolini, durante la rimessa, che avrei tirato".
E quello più brutto: il canestro di Malaventura allo scadere nella finale promozione tra la sua Forlì e la Fortitudo.
"E’ stata l’unica volta in cui ho abbassato la guardia. Credevo di aver già vinto, pensavo fosse impossibile segnare così".
Che stagione è stata quella con Forlì?
"Il primo anno da senior è stato stupendo. Ho legato tantissimo con Lestini, Frassineti e Villani, che sento sempre. Sembrava dovessi essere confermato, ma non c’erano le risorse per investire su di me".
A Ostuni come si è trovato?
"Inzialmente ho fatto fatica ad ambientarmi, anche se il posto è meraviglioso. Il campionato al Sud è diverso: i tifosi mettono moolta pressione e il gioco è più ‘sporco’. Da febbraio in poi sono cresciuto molto. E’ stata una stagione positiva, rifarei tutto".
Adesso c’è Veroli. Che sensazioni ha?
"Sono carico. Coach Cavina mi ha detto di lavorare sodo che spazio per i giovani ce ne sarà. L’obiettivo è la promozione, la squadra è davvero forte".
Quando inizierà la nuova avventura?
"Parto per Veroli, poi domani ho le visite mediche".
Sabatini cosa le ha detto?
"Era contento per la scelta e di come è andata la trattativa".
Le pesa l’eredità di suo padre?
"No, anche perché mio nonno Franco Sanguettoli giocava in serie A e i miei zii hanno disputato la A o la B. Se guardassi al passato dei familiari, dovrei ritirarmi".
Ha un sogno nel cassetto?
"Giocare in serie A con la Virtus. Poi ovviamente la Nba, ma la vedo dura... perché c’è il lockout".



