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Mordente: "Il coach è un gande motivatore. Abbiamo un potenziale enorme, sfruttiamolo".

 

Il capitano azzurro elogiai tre Nba: "Fondamentali. Ci sacrifichiamo per loro, ma se giocano bene è anche merito degli altri ragazzi".

VOGLIA DI dimostrare e di realizzare un sogno.

Sono fattori importanti ma non sono stati decisivi per assegnare i gradi di capitano a Marco Mordente. Certo è che poi se si aggiungono idee chiare, tecnica e tanta esperienza messa al servizio del progetto Italia di coach Simone Pianigiani ecco che il gioco è fatto.

Si percepisce subito che questo progetto Mordente l'ha sposato, e non solo a parole, con l'anima e con il cuore.

A Bormio ha avuto un problema muscolare dal quale ha recuperato bene diventando di nuovo fattore di coesione ed equilibrio all'interno del gruppo. Chi meglio di lui può dare indicazioni sullo stato dell'arte? 

"Purtroppo in questi giorni non stiamo lavorando tutti insieme come avremmo voluto spiega capitan Mordente -. Bargnani ha un piccolo acciacco, Mancinelli sta recuperando, mentre Belinelli riprenderà domani. Un peccato perché questa settimana sarebbe stata molto utile per aggiustare qualche meccanismo da rivedere".

Una squadra, la vostra, che sta crescendo di partita in partita. Ma si sa le amichevoli non riescono a dare un quadro del reale valore. A sensazioni, le sue, quanto pensa possa valere questo gruppo? 

"A livello Europeo non saprei. Quello che so è che ha un grande potenziale. Ma per essere espresso a determinati livelli ha necessità di uno standard difensivo molto alto e di eliminare i tanti errori banali che si commettono in attacco. Se non riusciremo a fare un salto di qualità in questo senso sarà complicato riuscire a sfruttare il potenziale a disposizione".

A catalizzare l'attenzione di questa Nazionale sono i "big three", Bargnani, Belinelli e Gallinari. Cosa vuol dire per lei e per gli altri azzurri averli come compagni di squadra?

"Sono tre giocatori dal talento fisico e tecnico pazzesco che sanno creare per loro e per i compagni. Devo dire però che tutti noi siamo pronti a sacrificarci per loro. Si parla spesso di loro, giusto così. Bisogna fare però i complimenti agli altri che si fanno sempre trovare pronti anche se poi le luci sono soprattutto per i compagni più conosciuti. È stato fatto un ottimo lavoro mettendo insieme i tre talenti con gli altri ragazzi. Se stiamo crescendo così bene è merito di tutti".

Il gruppo sta tenendo un profilo basso, dimostrando nel contempo di avere una precisa identità, di crescere in sicurezza e consapevolezza Merito di Pianigiani?

"Sta facendo un ottimo lavoro. E coach è un grande motivatore. Ci sta sempre addosso, ci entra nella testa per tirarci fuori le cose migliori. L'anno scorso aveva iniziato questo lavoro ma non eravamo forse tutti sulla stessa lunghezza d'onda. Quest'anno abbiamo fatto notevoli passi in avanti. Ci spinge sempre a fare di più, ti fa venire sempre tanta fame e ci proviamo gusto. Per questo progetto è fondamentale».

Quali sono le motivazioni che spingono il capitano in questa avventura? 

"Le mie motivazioni sono tante e le definirei bestiali. Il mio grande sogno sarebbe quello di vedere la foto della "mia" nazionale su una pubblicazione che celebri il successo ottenuto. Mi sono stufato di vedere sempre quella degli altri. Aggiungiamo il fatto che il mio sogno sarebbe quello di giocare un'Olimpiade. Ho tante motivazioni in qualità di capitano, scelto come uomo prima che come giocatore. E poi ho voglia di giocare e divertirmi. Ho una spinta in più perché al momento sono senza squadra. Non ho in questo momento contatti ma sono tranquillo e penso soltanto a fare bene per la Nazionale. So che prima o poi arriverà un'occasione per vestire una nuova maglia...".

Il suo come quello di una squadra intera che suda e lavora per crescere e regalare al movimento cestistico italiano quella competitività ad alti livelli smarrita da troppo tempo. 32 anni e 124 presenze in Nazionale.