Giovanili: Stella Azzurra : Perini presenta il progetto U. 17
"Sicuramente avere avuto la possibilità di lavorare con loro nel corso della passata stagione rappresenta un vantaggio sia dal punto di vista tecnico che umano. Abbiamo consapevolezza del lavoro tecnico svolto, conosciamo i nostri punti di forza, sappiamo dove abbiamo fatto passi avanti e dove ancora dobbiamo farne. Certamente la conoscenza di un metodo di lavoro è un punto di partenza importante e avere un nucleo di giocatori che ha già sperimentato se stesso all'interno del sistema ci permetterà di integrare più facilmente anche i nuovi arrivati, per arrivare al più presto possibile ad avere un gruppo omogeneo."
Avrà a disposizione un gruppo molto ampio che supererà i 14 elementi. Non sarà facile prendere decisioni importanti ogni settimana
"Credo che avere la possibilità di allenare un roster ampio e con moltissimi giocatori interessanti sia solamente una grandissima fortuna. Essere messi quotidianamente di fronte a scelte fa parte della vita di ognuno di noi, tanto più per un allenatore. Con Luca e Roberto ci prenderemo volentieri questa responsabilità. I ragazzi sanno che pur nel loro essere giocatori diversi l'uno dall'altro avranno comunque gli stessi diritti e gli stessi doveri da assolvere per guadagnarsi convocazioni e minuti. Il mio augurio è quello di avere ogni settimana il problema di lasciar fuori qualcuno che meriti di giocare. Questo significherebbe che tutti stanno spingendo le loro capacità al limite."
La scelta di puntare su un gruppo ampio è anche frutto dei tanti infortuni che hanno falcidiato la squadra nell'ultima stagione?
"E' frutto della possibilità di avere all'interno della Stella Azzurra molti giocatori su cui possa essere interessante lavorare: per qualità tecniche, fisiche e mentali. Sicuramente un roster ampio protegge il lavoro della squadra anche rispetto alla variabile degli infortuni, ma dopo le disavventure che hanno caratterizzato la scorsa stagione posso assicurare che con Remo Bifolchi e Roberto abbiamo la ferma convinzione di poter ridurre al minimo le variabili attraverso un lavoro di prevenzione/educazione. Gli stessi ragazzi stanno comprendendo l'importanza dell'attenzione da dedicare a lavori specifici di rafforzamento e prevenzione, recupero, alimentazione, igiene e più genericamente cura del proprio corpo, che poi è il loro primo strumento di lavoro."
Quasi tutti i membri del roster superano il metro e novanta. Che tipo di squadra ci dovremo aspettare?
"Questa è una questione molto interessante poichè siamo una squadra molto atipica in quanto, pur avendo un'altezza media importante, a parte forse un'eccezione, non abbiamo in realtà giocatori puramente interni. Dal punto di vista offensivo la nostra arma deve essere quella della versatilità, sfruttando con logica i mis-matches in nostro favore e il talento e i centimetri a disposizione. D'altro canto è fondamentale che tutti quanti entrino nella logica di dover correre e muoversi per il campo come "piccoli", con la stessa energia ed intensità sapendo che il roster ampio ci garantisce la possibilità di spendere molte energie, sempre rinnovabili e riproducibili da tutti quanti.
L'aspetto difensivo è la chiave per raggiungere i risultati a cui ambiamo. La nostra struttura fisica ci può consentire di sperimentare e preparare nuove soluzioni tattiche divertenti ed eccitanti, ma prima di questo ci deve essere la convinzione di ogni singolo giocatore, a prescindere dalla taglia fisica, di poter vincere la sfida individuale contro il proprio avversario. L'attitudine a resistere 1c1, a lottare per un rimbalzo, ad aiutare e recuperare rapidamente, a prendere un'iniziativa. Sarà pure retorico ma sono certo che ogni nostra conquista passerà attraverso il desiderio di giocare ogni pallone come fosse quello decisivo, tanto in partita quanto in allenamento."
Luca Virgilio


