Minucci: «Mens Sana più forte di un anno fa»
Nessun pronostico sul prossimo campionato, neppure sulla Nazionale benché «con Simone (Pianigiani) ci siamo sentiti poco fa».
Soltanto la consapevolezza di un ciclo che si è compresso, da tre a due anni, grazie agli straordinari risultati ottenuti nei primi 12 mesi.
«Il gruppo si è formato in fretta, tutti hanno lavorato benissimo producendo la miglior stagione della nostra storia. Abbiamo tanti contratti in scadenza (Stonerook, Zisis, Kaukenas, Ress, Moss e Michelori ndr) per questo cercheremo di modificare la struttura della squadra. Ma in questa stagione abbiamo l’opportunità di mettere a frutto un gruppo che si è rinnovato mantenendo però un affiatamento che consente di poter lavorare al meglio. Siamo onorati di avere almeno per i prossimi tre anni lo sponsor Monte dei Paschi sulle nostre maglie: questo ci dà orgoglio e fiducia oltre ad offrire credibilità ad un progetto che pochi possono permettersi di presentare ai tifosi, alla stampa, all’Europa».
E proprio all’Europa, Minucci guarda «per essere molto competitivo in Italia. E’ un concetto, un’idea e anche una strategia di comunicazione perché chi guarda all’Europa certo non può non guardare all’Italia. E vi dico: se mi chiedessero di scegliere tra le Final Four e lo scudetto sceglierei lo scudetto. Che sarebbe il sesto in fila, risultato che nessuno è riuscito a centrare nella storia del basket italiano. In Europa, comunque, il quinto posto nel ranking degli ultimi tre anni la dice lunga sulla continuità di risultati che siamo riusciti a tenere».
In Italia si rinnova la sfida infinita con Milano. «Chi è la favorita per lo scudetto? Non faccio pronostici adesso, ve lo dirò a dicembre. Dico soltanto che Milano ha fatto un gran lavoro ma lo ha fatto anche negli anni scorsi. Il rinnovamento di quest’anno è stato più radicale rispetto al nostro. A noi è andata benissimo, potrebbe andar bene anche a loro. Ma ora siamo nelle ipotesi. Poi c’è il lavoro, l’esperienza, la qualità dei singoli. Noi, però, rispetto all’anno scorso siamo più forti».



