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Un altro “assalto“ per l’asso ex Nba: "Abbiamo davvero una bella squadra".

 

LA MARATONA delle presentazioni ai tifosi si è conclusa ieri pomeriggio: gran finale con Jumaine Jones, perfetto prototipo del professionista Nba. Pacato, gentile, sveglio e sorridente.

"Avendo giocato seriamente per otto anni nella Nba sento di avere un bel carico di esperienza da portare con me, che mi regala tranquillità in campo e mi dà la possibilità di dare i giusti consigli ai più giovani, a quelli che la Nba la guardano con ammirazione — spiega —. La finale disputata con Philadelphia contro i Lakers è un momento che non dimenticherò mai, ma quello di cui sono più orgoglioso è di essere riuscito ad incidere come giocatore sia in America che in Europa, e vedo che questo non è un fatto abituale".

Il suo era stato il primo nome uscito allo scoperto all’inizio del mercato, pareva non se ne facesse niente e invece eccolo qui: quando ha cambiato idea?

"In realtà non ho cambiato idea. Semplicemente durante l’estate metto tutto nelle mani del mio agente e non voglio sapere le voci, ma solo quando un’offerta diventa concreta. Quando quella con Pesaro lo è diventata, ho parlato con Flamini, uno dei primi amici che mi sono fatto in Italia, ed è stato molto semplice decidere di accettare".

Hickman ha pronosticato i playoff, White un posto nelle prime quattro: e Jones? Potrebbe fare lo spaccone, ma non ne ha nessuna intenzione e dà una risposta sensata:

"Qualifichiamoci ai playoff e poi vediamo dove arriviamo. Ma posso promettere che questa squadra andrà in campo per dare il 100% ogni volta". 

UNA CERTEZZA che gli viene dal feeling sbocciato su internet durante le settimane calde delle firme:

"Il fattore più importante per confezionare una buona stagione è la chimica di squadra e qui io l’ho già sentita dialogando coi nuovi compagni: in rete è nata una piccola comunità, ora bisognerà farla vivere ogni giorno in palestra. Sono molto contento di come è stata costruita la squadra — aggiunge l’ex Caserta — e penso che abbiamo degli ottimi elementi italiani".

C’è spazio anche per scherzare un pò:

"La mia mostruosa percentuale da tre è calata l’anno scorso? Bè, dopo due anni si sono svegliati per marcarmi più da vicino! Comunque, con White accanto che si attirerà un pò di avversari, penso che ritroverò una miglior visuale del canestro... Se posso schiacciare in faccia a Lavrinovic? Ho 32 anni, sono troppo vecchio per farlo. Ma prometto che gli tirerò in faccia, va bene? Ma non vi aspettate che faccia tutte le sere 7 su 8 da tre come quella volta che venni qui con Caserta!".

Poi scatta il momento delle foto e degli autografi e succede il solito pandemonio. Ma è finita. All’Excelsior, dopo due giorni di assalto, possono tirare un sospiro di sollievo...
 

Accolto dal primo coro ufficiale della stagione, fa sognare quando racconta dei suoi trascorsi nella lega cestistica più forte al mondo.