Scandone, Green resta a casa: Senza il saldo degli arretrati il play non è partito per il ritiro di
La notizia è di quelle che farebbero saltare dalla sedia. In realtà, non sorprende nessuno, viste le premesse (e i precedenti dello scorso inverno: in tal senso, la Scandone è recidiva). Se Johnson, che batte cassa, è ancora negli Stati Uniti, Marques Green, pur essendo ad Avellino, resta, per lo stesso motivo, sull’Aventino. Il play non è partito insieme ai compagni per il ritiro di Brunico. La causa va ricercata nelle ben note questioni economiche che, da qualche giorno, tengono alta l’attenzione e non mancano di destare le prime perplessità sul futuro. Green attende il saldo degli arretrati, non corrisposti entro la data pattuita in estate: questa la spiegazione dello ‘sciopero bianco’ in allenamento, prima e della mancata partenza per il ritiro in Val Pusteria, poi.
Come se non bastasse il caso Johnson, dunque, ecco l'ennesimo problema di questo travagliato inizio di stagione. La situazione rischia di degenerare, anche perché, dalla società, non arrivano segnali confortanti: emblematica, tra l’altro, l’assenza di almeno un rappresentante alla partenza della truppa per il ritiro trentino. Un'assenza, quella dei vertici biancoverdi, che sta lasciando tutto sulle spalle dei dirigenti che, tuttavia, non hanno alcun potere economico.
Tornando all’attualità, Green non sembra intenzionato a fare passi indietro. Tra l'altro, la decisione di non viaggiare insieme alla squadra non è stata comunicata in alcun modo. Semplicemente, il naturalizzato macedone ha disertato l'appuntamento, confermando un problema che sta già causando importanti grattacapi. Fin dal giorno del suo arrivo, infatti, l'ex Pesaro ha manifestato subito la volontà di ricevere quanto prima i pagamenti arretrati, senza mostrare alcun tipo di disponibilità per eventuali proroghe. Da questo stato d'animo sono derivate le prime incomprensioni, con il giocatore che ha iniziato ad essere un corpo estraneo al gruppo, allenandosi in disparte. Anche il silenzio dell’agente, Luigi Bergamaschi, la dice lunga su una situazione sempre più spinosa. La questione relativa a Johnson è, in buona sostanza, la stessa; con la differenza che l'ex Chicago Bulls è ancora in America, anche se il diggì Nevola e il diesse De Paola stanno tentando di mediare, per portarlo in quel di Brunico al più presto possibile. Si parla di domani, se i contatti di queste ore dovessero avere esito positivo.
L'eventuale arrivo di ‘the President’, tuttavia, non sarebbe indicativo di una risoluzione della questione. L'obiettivo dei dirigenti irpini, infatti, è di portare qui il giocatore per discutere a quattr'occhi, cercando di chiarire al meglio la situazione. L'americano, dal canto suo, potrebbe decidere di raggiungere i compagni in ritiro per non compromettere la sua posizione contrattuale. Anche se l'accordo prevede il pagamento degli arretrati, infatti, la mancata presenza al raduno potrebbe mettere Johnson dalla parte del torto. Per questo motivo, l'ex Bulls ci sta pensando.
La nuova stagione della Scandone, insomma, non sta partendo sotto i migliori auspici. La questione Green-Johnson richiede una presa di responsabilità veloce da parte di una società che, dopo la conferenza stampa di presentazione della Sidigas, ha fatto perdere le proprie tracce. Ora, è necessario un segnale forte, perché per risolvere il problema serve uno sforzo di natura economica che, da soli, i dirigenti non possono assolutamente pianificare. Per adesso, si cerca di temporeggiare, in attesa di qualcosa di concreto.


