Eurobasket 2011: Non basta l’orgoglio ad Israele, vince la Serbia
SERBIA-ISRAELE 89-80 (22-25; 13-16; 23-23; 31-16)
La nazionale israeliana è chiamata al riscatto, dopo le feroci critiche provenienti dalla patria per le prestazioni opache, docili, come hanno riconosciuto anche i giocatori francesi dopo la sfida della seconda giornata.
La rabbia di Halperin dalla lunga distanza e la tecnica di Eliyahu aprono con uno 0-5 la contesa, lanciando un chiaro segnale ai favoriti del girone che non sarà una passeggiata di salute. La manifesta inferiorità fisica e tecnica in pitturato sarà il problema costante di questi quaranta minuti: Krstic comincia a macinare punti e rimbalzi e pareggia a quota 11.
Non è certo l’intensità difensiva, da ambo le parti, a caratterizzare il primo quarto, viene esercitata poca pressione sui tiratori. Blu e Halperin provano a dare il là alla fuga israeliana; Keselj rompe il ghiaccio con le conclusioni dall’arco, in una grande serata balistica dal punto di vista personale (5/7 da tre).
Ad inizio secondo quarto, Macvan porta a scuola di fondamentali Eliyahu in più di una circostanza, e sigla il primo vantaggio serbo sul 29-27. Blu decide di mettersi in mostra per qualcosa di diverso dalle inguardabili scarpe fosforescenti, ed estrae dal cilindro tre conclusioni una più bella dell’altra, che aggiunte all’agilità di Nissim, confezionano un 12-0 di parziale che spedisce la Serbia in un amen sul -10 (31-39). Se Israele riesce a correre, sono grossi problemi per i giganti balcanici: 10-0 nel primo tempo i punti in contropiede. Teodosic è un fantasma, e riesce nell’impresa di risultare impreciso anche ai liberi; Savanovic prova a tamponare la ferita con i due punti in entrata che rispediscono le squadre negli spogliatoi per l’intervallo sul 35-41.
Il quintetto serbo rientra sul parquet ancora svagato in difesa, opponendosi poco e male sulle penetrazioni avversarie: Halperin si trova spesso di fronte Krstic sui cambi difensivi, e lo punisce inevitabilmente (41-48). Dopo un jolly da tre punti pescato da Nissim, coach Ivkovic prova un estremo rimedio per scuotere la sua truppa, beccandosi un fallo tecnico per essere andato faccia a faccia con Pnini, per una gesto provocatorio di quest’ultimo su Krstic.
Savanovic, MVP di serata, si carica la squadra sulle spalle, e sfrutta al meglio la libertà concessagli in post alto per mettere la palla per terra o per tirare dalla sua mattonella (49-55). La difficoltà nell’affrontare il pick-n-roll avversario di Krstic vengono messe a nudo in chiusura di terza frazione da Nissim e Kadir, che si aggiungono a due pregevoli iniziative di Eliyahu per aggiornare il punteggio sul 58-64.
Markovic, Blu e Keselj infiammano il pubblico con tre tiri dall’arco in rapida sequenza (67-67), mentre i vari Perovic, Krstic e Savanovic banchettano sotto le plance. Il computo finale dei rimbalzi è impietoso per Isreaele: 45-27, 15-3 per quanto concerne quelli offensivi. Halperin e Nissim sono gli ultimi ad alzare bandiera bianca, e risalgono fino al -1 (77-76). I tanti extrapossessi a disposizione della Serbia, però finiscono per pesare, e permettono a Keselj prima e al salvatore della patria Savanovic poi di colpire dalla lunga distanza (84-76) con troppo poco tempo a disposizione dei ragazzi di coach Arik Shivek.
SER: M.Teodosic 6 (5 ast), M.Tepic 4, A.Rasic 5, I.Paunic, N.Bjelica 2, S.Markovic 5, D.Savanovic 24, M.Keselj 15, N.Krstic 18 (7 reb), K.Perovic 3, B.Marjanovic ne, M.Macvan 7. All: D.Ivkovic.
ISR: Y.Ohayon ne, A.Nissim 16 (9 ast), Y.Naimy, D.Blu 16, G.Pnini 9, G.Mekel, T.Burnstein, L.Eliyahu 14, Y.Halperin 18, E.Kadir 7 (10 reb), Y.Green ne, U.Kokia ne. All: Arik Shivek.
Alessandro Germani



