di Riccardo Rossi

JESI. Ora si vedrà. Ora si vedrà di che pasta è fatta questa squadra. A Jesi l’Aget esce dalla coppa, danno accettabile ma, e qui ci sta il peccato originale, disputa una prova semplicemente vergognosa per approccio, intensità e qualità, facendosi dominare (anche a -30, sul 64-34) da un avversario più corto e più affamato. Ora coach Fucà dovrà lavorare a livello tecnico e psicologico su un gruppo che non può essersi perso all’improvviso, chiedendo da tutti una risposta forte e concreta lunedì sera a Piacenza, per un posticipo di campionato improvvisamente cruciale.
Jesi avanti. La prima notizia è il lancio in quintetto di Daniels, ulteriore stimolo per l’Usa chiamato alla prova del riscatto, così Kotti si siede in panchina e Bruttini si “accoppia” a Maggioli, mentre Masoni va sul peperino McConnell. Al 3’ il tabellone dice 6-6 (4 Bruttini e Maggio), con un Whiting abbastanza opaco (2 perse e un rigore divorato) e Prato ai margini, non a caso appena Jesi sfiora il pedale del gas ne nasce un 8-0 bruciante: Imola sembra senza fiducia, cicca almeno 3 conclusioni piedi per terra e sfiora il cortocircuito, ma 5 in fila proprio di Prato le danno ossigeno (14-13 al 7’). A questo gioco serve fare canestro, l’Aget segna con il contagocce e la coppia Masoni – Daniels macina solo errori, logica equazione la nuova fuga marchigiana.
Senza Usa. Fucà prova a rimescolare le carte, dando ossigeno prima a Whiting poi a Daniels (fresco di una striscia di 4 punti), però per tornare a contatto (24-23 al 14’) la vera chiave diventa il buon lavoro di Kotti su Maggioli. Il 2° fallo di Masoni spinge Imola verso un quintetto particolare, con Whiting e 4 lunghi, sul quale si avventa difensivamente l’eterno Maggiolone: suoi i due canestri che mandano la Fileni sul 32-25 del 16’ e costringono l’Aget al minuto riparatorio. Daniels infila una persa e 3 rigori sul ferro, Whiting 3 palloni regalati agli avversari e il parziale marchigiano si allunga ad un 38-25 molto preoccupante in chiave partita e qualificazione.
Aget cancellata. La pausa non serve a riportare sulla retta via Imola, che ha troppi singoli in difficoltà per cambiare il senso del match, così i primi due canestri dal campo di Hoover spingono Jesi al massimo vantaggio, 49-32 al 24’. La concentrazione e l’intensità promesse da coach Fucà alla vigilia, l’Aget evidentemente le ha lasciate a casa, se è vero che affonda a -23 (57-34) priva del minimo sussulto, risultando quasi imbarazzante in attacco fra palle perse, tiri fuori ritmo e inutili individualismi. Il 2+1 di Dolic (!) vale il 60-34 del 28’, con l’Andrea Costa già mentalmente sul pullman per il ritorno e Jesi a permettersi il lusso di ruotare quella poca panchina che ha per le mani. L’ultima frazione serve a ben poco, se non a sistemare punteggio e tabellini. Il -7 finale insomma non tragga in inganno, l’Aget è come se avesse perso di 30. Lunedì a Piacenza la prova del 9 per tutti, perché figuracce del genere mandano sul banco un gruppo intero e non hanno alibi o scusanti. Ora si vedrà.