Marino 5. Cerca di mettere ordine, e non sempre ci riesce. Decisamente ridotta la sua pericolosità, segna solo su tiro libero.
Freeman 7. Sì, nelle ultime due partite è un altro Austin. Nell’ultimo quarto segna 9 punti ed è l’unico appiglio nella tempesta. Forse solo negli ultimissimi palloni dovrebbe andarsi a prendere qualcosa di più. Chiude con 8/16 al tiro, 5 rimbalzi, 3 assist.
Borsato 7. Mai più operaio, mai più. Per due quarti è una stella, addirittura il migliore a metà con 11 punti e 14 di valutazione. Chiude rispettivamente a 15 e 17, a conferma di una prova solidissima seppur appannata dalla stanchezza: beffato da un fallo in attacco su Bushati (che simula più di Pippo Inzaghi), non riesce a rovinare la festa all’amico Goldwire.
Natali 6. Da manuale la difesa su Goldwire, che su di lui fatica più che sugli altri. Dà 15’ da ninja, a cui però manca la katana per colpire in attacco: zero punti con appena 2 tiri. Ingeneroso il -17 che Forlì accumula con lui in campo.
Casoli 5. Appena 8’, è in campo però a inizio quarto periodo quando Forlì, fin lì perfetta, va nel pallone. Il saldo del suo impiego è -13.
Lestini 6. Però: molla una stoppata e difende bene in post basso, cose mai viste un anno fa. Prende una tripla, la sbaglia, gigioneggia un po’ troppo coi tifosi ma forse siamo sulla strada giusta. +3 per Forlì nei suoi 8’.
Trapani 4. Bene la grinta, 6 rimbalzi, 4 falli subiti, che a un certo punto diventa ostinazione. Danni come la grandine: 0/5 da tre, spesso senza prendere nemmeno il ferro, non prenderebbe in una cisterna. E 4 perse di cui una a 2’ dalla fine. La sindrome da rookie del vecchio Wittman passa ufficialmente a Joe.
Huff 6,5. Tosto come un camion di cemento armato: 22 punti, 9 rimbalzi, 6 falli subiti, 26 di valutazione che come al solito non vedi. Però, dopo esser stato decisivo nel costruire il +12, sporca tutto con un finale in cui si annebbia anche lui.
Easley 6. Solite difficoltà da trasferta: eppure stavolta mette un buon 6/8 da sotto, con 5 rimbalzi offensivi e punti in momenti importanti, non ultimo il +5 a -3’30”. E’ sua però anche l’ultima persa, quando Brescia ruba, scappa e sorpassa a 36” dalla fine.
Marco Bilancioni