CIAO, ciao Polonia. Agli Europei di settembre, a meno di clamorose sorprese dall’altro girone dell’Additional Round, ci andrà la Francia. L’Italia no: giustamente, anche se non mancano le attenuanti — Vitali in panchina, ma in borghese —, guarderà da spettatrice la rassegna continentale.

 

Magari facendo il tifo per l’unico italiano, Sergio Scariolo, coach della Nazionale spagnola.

 

Ciao, ciao Polonia da un’Italia che non c’è. Non ci sono le due celebrate stelle Nba, Bargnani e Belinelli. Il primo segna un canestro dopo quindici giri di lancette, il secondo un minuto più tardi. Poco per chi, sulla carta, avrebbe dovuto caricarsi sulle spalle i compagni, per portarli lontano.

RESPONSABILITÀ del commissario tecnico? L’Italia è questa: con le stelle o presunte tali che restano a guardare. In panchina, come spettatore dalla faccia triste, c’è Dino Meneghin, presidente federale. Quando lui era in campo c’era, al di là delle sconfitte o delle vittorie, un guerriero. Un personaggio attaccato alla maglia azzurra, che per quei colori avrebbe dato tutto.

Gli azzurri di ieri sono solo una copia sbiadita, incapaci di sbattersi in difesa, incapaci di fare la faccia cattiva, nonostante si giocasse in Francia. Non c’è Vitali, il quintetto azzurro è pressoché scontato. Poeta in regia, Belinelli e Soragna di supporto, Bargnani e Gigli come lunghi. Poeta s’incarta, Parker va a nozze. A parte la parità iniziale c’è un solo punto di contatto, sul 4 a 2, poi la Francia vola fino al 17-2. Dopo dieci minuti Recalcati ha già ruotato dieci uomini. Non basta. Si affida alla zona 2-3, non basta.

CI METTE un po’ di cuore Cusin, prova a graffiare Mordente. Bargnani non c’è. Non c’è Belinelli che si accenderà solo nel terzo quarto, otto punti in fila per riportare a un divario accettabile un’Italia che tocca anche ventuno lunghezze di svantaggio sul 48 a 27. Parker fa capire in campo chi è la vera stella Nba. Belinelli comincia a segnare, ma è troppo tardi per sognare. Italia fuori dagli Europei: non accadeva dal 1961 (e prima ancora nel 1949). In quelle due occasioni fu una scelta della federazione. Ieri è stato il campo a bocciarci in modo netto. E giovedì si tornerà in campo a Porto San Giorgio, per affrontare la Finlandia.

FRANCIA 81

ITALIA 61

FRANCIA: Parker 23, Batum 18, Pietrus 8, Diaw 2, Turiaf 14, De Colo 3, Jeanneau 5, Diot 3, Koffi 2, Petro, Bokolo, Traore 3. All. Collet.

ITALIA: Poeta 2, Belinelli 19, Soragna 11, Bargnani 5, Gigli, Giachetti 13, Mordente 7, Amoroso, Cusin 4, Datome, Crosariol, Aradori. All. Recalcati.

Arbitri: Pukl (Slovenia), Bulto (Spagna), Vyklicky (Repubblica Ceca).

Note: parziali 19-7; 41-27; 62-46. Tiri da due: Francia 27/42; Italia 8/30. Tiri da tre: 4/16; 9/20. Tiri liberi: 15/22; 18/23. Rimbalzi: 38; 27.

Fonte: Il Resto del Carlino - Alessandro Gallo