MEZZO secolo di vita. Ha festeggiato cinquant’anni ieri, Earvin Johnson, per tutti, molto più semplicemente, Magic. Una leggenda Nba, per tanti, molti, il migliore, l’uomo capace di far giocare i compagni.

 

Il complimento migliore, forse, arriva dal suo rivale storico, Larry Bird.



I due, Johnson e Bird, prima hanno diviso il mondo Ncaa (e nella finale universitaria vinse proprio Michigan contro Indiana State) poi quello Nba, con lo showtime dei Lakers contro l’orgoglio e la concretezza dei Celtics. «Magic — le parole di Bird — è sopra tutti gli altri. Non c’è nessuno come lui».

MA MAGIC non è celebre solo per il basket: diciotto anni la confessione choc: «Sono sieropositivo». Magic, l’uomo che ha vinto tutto sui parquet di mezzo mondo, ha vinto anche l’Aids. Due anni fa ha prestato il suo nome e il suo sorriso contagioso a favore di una campagna con il colosso farmaceutico Abbott mirata a dimezzare in cinque anni il numero dei sieropositivi.