Avellino ha completato il roster, l’ultimo tassello inserito da Cesare Pancotto per completare il suo mosaico è stato Trey Johnson. Giocatore che in Italia potrà fare bene, per via delle sue caratteristiche. Con Dee Brown e Chevon Troutman forma il nucleo dei giocatori statunitensi che la prossima stagione vestiranno la maglia della Scandone.

 

Ci sarà un atleta a stelle e strisce in meno rispetto al passato, cosi ha deciso la FIP per facilitare l’inserimento di giocatori italiani. La società biancoverde ha operato sul mercato con intelligenza, riuscendo a mettere insieme un buon gruppo di giocatori che, almeno sulla carta, sembra potranno convivere insieme in modo soddisfacente. Il quintetto base che sarà formato presumibilmente da: Brown, Johnson, Akyol, Troutman e Szewczyk ha qualità e tanti punti nelle mani. Dalla panchina partiranno giocatori esperti come Porta e soprattutto Lauwers, che di sicuro lo si vedrà in campo nei momenti decisivi. Decisivo sarà il ruolo di Dylewicz come cambio dei lunghi, cosi come risulteranno fondamentali i muscoli di Casoli ed i minuti che dovrà dare Cortese, il quale proverà con il suo entusiasmo a crearsi un po’ di spazio. Avellino che avrà l’obbligo di vincere le partite in difesa, mentre in attacco sfrutterà il gioco in campo aperto del suo playmaker, che fa della rapidità il suo marchio di fabbrica. Il primo acquisto dell’Air targata Pancotto è stato Chevon Troutman, quest’anno sarà lui il padrone dell’area pitturata biancoverde, sia in attacco che in difesa. Giocatore tecnico e solido sui due lati del campo. L’ex Pittsburg ritorna in Italia dopo tre anni vissuti al Villeurbanne, ed appare soddisfatto della scelta. Lui è un lottatore, che ha nel sangue la voglia di vincere. Avellino e Pancotto sono in cerca di riscatto, partire da lui è quasi un segno del destino dopo una stagione difficile sia per il coach che per la sua attuale squadra.

 

Chevon, dopo tre anni di Francia dove sei riuscito anche a conquistare lo scudetto con il Villeurbanne, torni in Italia, questa volta ad Avellino. Come mai hai deciso di ritornare nel nostro campionato?

“Quando ero a Livorno tre stagioni fa sono venuto a contatto con l’esperienza italiana. Francamente non vedevo l’ora di tornare in questo campionato, che mi ha entusiasmato”.

Ad Avellino molto ritroverai un reduce di quella Livorno che giocava nella massima serie, Antonio Porta. Lo ricordi e cosa pensi di lui?

“Certo, ricordo Antonio molto bene. Mi piace come giocatore e devo dire che nella stagione trascorsa a Livorno come compagni di squadra riuscimmo a trovare anche una buona intesa. Alla fine conquistammo la salvezza in modo tranquillo, facendo buone cose per la squadra”.

È presto per pensare al prossimo campionato, anche perché la squadra non è ancora completa. Ma quali sono le tue aspettative per la prossima stagione?

“Ovviamente il desiderio è quello di aiutare la mia formazione a vincere qualcosa di importante. Per un atleta la vittoria di un titolo rappresenta il più grande risultato, il raggiungimento di un traguardo”.

Come detto torni in Italia dopo tre stagioni in Francia. Quali sono le differenze tra il campionato transalpino e quello italiano?

“Entrambi sono duri da giocare. Non è che ci sono poi così tante differenze, non sono neanche sicuro che ce ne siano. Devi essere un giocatore molto solido per poter competere ed avere ottimi risultati in entrambe le leghe. Ad Avellino continuerò a fare del mio meglio, solo in questo modo posso sperare di continuare a rendere consistente la mia carriera, come è stata fino ad ora, continuando ad essere vincente come giocatore”.
 

Fonte: Ottopagine - Giovanni La Rosa