Iniziata l’avventura per la Scandone
Il gruppo si è radunato agli ordini di coach Pancotto e dello staff tecnico formato dal duo De Gennaro-Michellutti e dal preparatore atletico Lorenzo Giannetti. Oggi si svolgeranno le visite mediche per gli altri giocatori, sempre nel corso della giornata odierna giungerà in Irpinia anche Antonio Porta, unico superstite della scorsa stagione. Al termine dell’allenamento è stato protagonista coach Cesare Pancotto, che ha incontrato la stampa esprimendo le prime dichiarazioni a roster completato o quasi. A mancare è sempre la guardia, per la quale però Avellino pare abbia chiuso. L’allenatore marchigiano ha parlato dell’ultimo tassello da aggiungere, spiegando quali sono le idee del roster biancoverde.
Coach, è ufficialmente iniziata l’avventura della Scandone, siete pronti?
“Sappiamo sarà un cammino entusiasmante, difficile. Ci troviamo subito in difficoltà per via delle assenze dei nazionali, ma erano state messe in preventivo. Ragion per cui arriveranno altri giocatori che completeranno l’organico. Oggi Porta, poi Spinelli ed altri due lunghi che permetteranno alla squadra di allenarsi. Non so se siamo pronti, lo dirà il lavoro che faremo. Il preparatore sarà il protagonista in questo momento e lo sarà per tutta la settimana. Da mercoledì faremo un po’ di lavoro con la palla, giovedì e venerdì proveremo ad inserire i primi giochi, anche perché a breve avremo uno scrimmage con Treviso”.
Quanto pesano le assenze dei nazionali sulla preparazione iniziale, considerando soprattutto che i lunghi avevano delle caratteristiche ben precise?
“Tanto. I primi allenamenti sono importanti per conoscersi, per cominciare ad integrarsi. Questo ci mancherà, ma ciò non dovrà diventare un alibi. Lo sapevamo che avremmo dovuto fare a meno inizialmente di alcuni atleti, che forse ritroveremo solo nelle ultime due settimane e che avremmo dovuto portare avanti un percorso a singhiozzo. Però posso dire che i ragazzi che completeranno il roster in attesa dei ‘nostri’ giocatori, avranno caratteristiche simili a Dylewicz e Szewczyc. Questo per poter dare alla squadra una certa impostazione di gioco”.
Ai dieci giocatori che Avellino ha di base se ne potranno aggiungere altri, magari alcuni di questi training-man, o è soddisfatto di come si è svolto il mercato?
“Lo escludo a priori. È meglio chiarirsi da subito. Abbiamo questi giocatori che ci hanno scelto senza esitazione, andremo avanti con loro. Sapete quanto è stato duro il mercato inizialmente, sapete che non è stato facile allestire la squadra. Perciò devo ringraziare i presenti. Del mercato siamo soddisfatti e continuo a sostenere che il viaggio negli USA è stato importantissimo, in quanto ci ha fatto rompere il ghiaccio. A Las Vegas abbiamo chiuso con Troutman, prendendo accordi anche con altri”.
Per completare il roster manca solo l’ultima pedina. La guardia da affiancare a Brown. Che caratteristiche avrà l’esterno che sta per arrivare ad Avellino? Soprattutto è un giocatore che già si è affacciato in Italia o in Europa?
“Il mercato è stato asettico. Adesso noi abbiamo l’opportunità di chiudere con due giocatori, ed entro questa settimana potremmo anche dare la notizia dell’accordo con uno dei due. Stiamo trattando degli americani, uno con esperienza del campionato italiano, l’altro invece sarebbe alla prima apparizione nel nostro torneo, ma è già stato in Europa (Kareem Rush?). Cercheremo di prendere un giocatore che sia duttile ed utile alla squadra e che si integri con il team, non con un unico giocatore”.
È rimasto impressionato dalla presenza di così tanti tifosi sugli spalti o lo aveva messo in preventivo? Cosa chiede all’ambiente irpino?
“Sapevo ci avrebbe accolto tanta gente. Sono contento e l’invito a venire al palazzetto per gli allenamenti a patto che stiano in silenzio. Niente chiacchiere, niente sigarette. Ognuno ha un ruolo e deve rispettarlo. Nei corridoi che portano agli spogliatoi voglio vedere giocatori e qualche dirigente, non estranei. Vorrei che per i miei ragazzi non ci sia mai ‘garbge time’ con la maglia della Scandone, perché l’idea è quella di lavorare duramente. Il mio desiderio è quello di poter diventare l’orgoglio di questa città”.


