Ford attacca: mai rifiutata Roma. Sabatini: «Balle, chiedete a Toti»
Passare dallo status di stella del mercato a fuori rosa dev'essere difficile da digerire, specialmente per uno che, guardando le sue cifre (12 punti e 9 rimbalzi), pensa d'aver fatto una discreta stagione.
L'estate di Sharrod Ford, invece, sta portando solo problemi che si sommano a problemi. Su Twitter, una sorta d'ufficio stampa, il centro sta snocciolando giorno dopo giorno sensazioni e amarezze per essere stato allontanato dalla squadra. Di per sé tutto potrebbe passare in cavalleria, se non ci fosse un magari ci sarà spazio per lui contratto da un milione di dollari che balla - e pesa - sulla Virtus e sullo stesso Ford.
L'ultima del nostro suona più o meno così: «Spero la smettano di dire che io ho rifiutato Roma, è una str...». Il lancio segue una serie di lamentele per essere tenuto lontano dalla rosa e per un momento molto duro della sua carriera. Paradossalmente, aver raggiunto l'apice con il campionato da miglior centro a Montegranaro lo rende oggi prigioniero d'un contratto troppo ricco per i nuovi canoni dell'austerity globale.
Breve flashback. Al termine della scorsa stagione la Virtus ha chiarito a Ford che alle cifre previste dal contratto non avrebbe fatto parte della squadra. Quindi o saltava fuori una soluzione sul mercato, o andava ridiscusso l'accordo. Il terzo caso, che è lo scenario attuale, prevedeva Ford fuori rosa in attesa degli eventi. L'unica società che s'è fatta viva con la Virtus è stata Roma: dalla Capitale offrivano circa 850 mila dollari e un buy out per Sabatini, ma la trattativa pare si sia arenata sul secondo anno di contratto. E, sotto sotto, Roma cercava soprattutto di fare pressione a Hutson che nicchiava sull'ipotesi di rinnovo. Quando Hutson ha accettato, Ford è uscito di scena anche alla Lottomatica.
Sabatini spiega la versione della Virtus: «Sharrod è un ottimo professionista e questa è una situazione antipatica, ma non si può dire che l'offerta di Roma non c'era. Chiedete a Toti e a Bottai... Noi abbiamo anche perso il buy out. Capisco che Ford possa non essere contento adesso, ma i lavoratori che soffrono sono quelli che si alzano alle 6 del mattino e guadagnano l'1% di quello che percepisce lui». Roma conferma la trattativa, i contatti con la Virtus e quelli con Toto Ricciotti, rappresentante italiano di Ford: «È vero, ci siamo interessati a lui e abbiamo fatto una proposta. Poi è rimasto Hutson».
La situazione di Ford è ovviamente complicata. A quelle cifre non ha mercato, ma è anche un centro di 27 anni che in corso d'opera potrebbe tornare utile a diversi club. Compresa la Virtus, ovviamente, che deve pagarlo e che lo terrà ai margini fino all'inizio della stagione ma poi - se dovesse rendersi necessario o quando Moss avrà il passaporto bulgaro - potrebbe decidere di reintegrarlo. Per questo Sabatini non chiude la porta, anzi. «Per ora è lì, nel rispetto della sua professionalità si allena con le giovanili. E con lui c'è anche Righetti. È il nostro quarto americano ed è a disposizione, potremmo anche avere bisogno di lui. In una stagione capitano tante cose, infortuni, esigenze tattiche... Intanto valutiamo le alternative. Ford ha un contratto da onorare fino al 30 giugno 2010».
Il contrattone è dunque il casus belli. Comprensibile che la Virtus cerchi una sistemazione a Ford e che preferisca non unire adesso al gruppo un giocatore di umore negativo, altrettanto comprensibile è l'amarezza di Rod. Dalle stelle alle stalle, la storia del braccio di ferro tra le società e gli atleti non è roba nuova. Alla Lazio, di questi tempi, ci sono pure denunce minacciate fra Pandev e il presidente Lotito. Là li chiamano «i dissidenti», cioè i non allineati. Qua Ford e Righetti sono semplicemente «ai margini della rosa». Non è un muro contro muro, ma un milione di dollari è tanta roba. E non sarebbe così stupefacente trovare Ford ancora in campo a Bologna, fra qualche tempo.


