Massimo Bulleri
Massimo Bulleri

 

POCO PIÙ di tre mesi fa è stato uno degli uomini decisivi per i “buoni” accoppiamenti dell’Armani Jeans nei playoff che le hanno spalancato le porte della finale. In particolar modo senza la sua ottima prestazione nell’ultima partita di campionato a Bologna, l’Olimpia non avrebbe mai avuto il quarto di finale contro Teramo.

 

 Sembra di parlare di un giocatore dell’Olimpia, invece è uno che dopo essere stato capitano biancorosso ha giocato l’ultima parte di stagione con la Benetton Treviso. È Massimo Bulleri, alla terza reincarnazione milanese, anche se a dir la verità a Milano ormai è un veterano arrivato alla quinta stagione (la prima nel 2005-2006, ma con due prestiti tra Virtus Bologna, nel 2008, e Benetton Treviso, nel 2009). 

Davvero una situazione strana, avresti mai pensato anche solo 3 mesi fa di tornare a Milano?

«Onestamente no, non pensavo potesse esserci l’occasione. Poi la società mi ha chiamato, mi ha fatto riflettere sulla proposta tecnica che mi è parsa interessante. Mi sono sentito facente parte del progetto, mi hanno rivoluto, mi hanno fatto capire che potevo essere un giocatore importante per questo gruppo e ho pensato che per la mia carriera questa potesse essere la soluzione migliore».

Sei l’unico reduce con un lungo passato recente con Milano alle spalle. Quando sei arrivato non si è riusciti a gestire il post-finale scudetto, su cosa dovrà lavorare questa Olimpia per non ricadere nell’errore?

«Sicuramente è una situazione diversa, anche dal punto di vista societario. Non sarà un’annata facile, perchè non sarà semplice fare meglio dell’anno passato, bisognerà lavorare a testa bassa con serietà. Quello che mi sento di dire è che se ci sarà qualche difficoltà, non dovranno esserci capri espiatori come è stato nel passato. In una squadra composta da giocatori, allenatori e dirigenti, si lavora tutti uniti, nel bene e nel male e non si potranno dare le colpe o i meriti solo a una o due persone».

Il tuo nuovo compagno di regia Finley è un giocatore abbastanza simile a te, come pensi vi potrete integrare?

«Quello sicuramente spetta all’allenatore e io mi adeguo, ma penso che potrà anche esserci la possibilità di giocare insieme. Non vedo perchè no, siamo due giocatori che possono alternarsi anche da play e guardia nello stesso momento».