Quattromila in coda per la Fortitudo da B. E la curva canta: Vinceremo il tricolor...
La Effe esiste ancora, il popolo biancoblù s´è ritrovato, del resto non è ancora il momento di parlare: ieri non è contato il campo, né la partita, né la rivale di nottata, Osimo. Han fatto la serata i quasi 4.000 presenti, protagonisti per sceneggiatura, soggetto e svolgimento. Perfetto per la pagina degli spettacoli, come vorrebbe Sabatini per la concorrenza, declassata ma non dissolta, in grado di produrre un impatto emotivo ancora fuori categoria, il che potrebbe spostare quando conterà davvero. Palazzo quasi pieno, grazie anche ai prezzi popolari, ma la voglia di Effe è stata tanta, valicando le aspettative.
L´evento non poteva stuzzicare, la Summer Cup è poco più che un torneo amichevole, Osimo s´è presentata con un pugno di giovani, quasi tutti Under 19, e la buona volontà, ma almeno due taglie in meno per ruolo. Lo show è stata la cornice, come tante volte ai tempi belli: e alla prima non ha perso smalto. I duemila biglietti della vigilia alla fine sono stati raddoppiati e l´andazzo era già chiaro un´ora e mezza prima della palla a due, quando la fila alla biglietteria era oltre le 400 persone. E non s´è smaltita, tanto che il match è stato rinviato di 15´ perché la calca è arrivata fino al migliaio, e qui sopra non uscirà il risultato. Si chiede scusa, ma era, s´è capito, il dettaglio più marginale. Da oggi, invece, campagna abbonamenti: "Fortitudo la mia scelta" lo slogan. Visto ieri sera, ci sta.
Un successo di cuore, la fede biancoblù non è stata cancellata, come prevedibile: meno pronosticabile un abbraccio così intenso. Non se l´aspettava neppure Sacrati, arrivato col solito ritardo accademico, 10´ tondi. Il patron ha fatto in tempo a dare una pacca sulla spalla a Finelli prima di sedersi dietro la panca, abbandonando per l´ennesima volta quel posto in parterre che mai gli ha portato bene. Dopo s´è alzato il coro continuo della Fossa, che già prima aveva scandito l´avvicinamento alla gara. Applausi per la squadra quand´è entrata, a impianto ancora semivuoto, ma già carico, anche per il benvenuto a Finelli. Poi son partiti i canti, su tutto "Vinceremo il tricolor", richiamo alla storica goliardia, anche se lo striscione in curva era chiaro. "Con l´umiltà di non sentirsi superiori a nessuno. Con l´orgoglio di chi non si tira mai indietro". Tanta carica, ma anche facce nuove in parterre e comunque impianto molto più vivo e pieno, eccezion fatta per il derby e le ultime disperate partite della scorsa stagione. Ultima chicca, celebrata la Fortitudo Baseball campione d´Italia: marea d´applausi per loro e pure per gli emozionati ragazzi di Osimo.


