Amori Bologna - Mazzeo San Severo 55-63
Impressionante crollo della Fortitudo, che si fa irretire dalle zone avversarie e viene sconfitta da San Severo. 1-1, se ne riparlerà in Puglia.
D’altra parte, ce lo dicono tutti. Nei playoff, ogni partita fa storia a sé. Per cui, diventa quasi incredibile raccontare di come, da domenica a martedì, quella che sembrava una banda di miracolati diventi di colpo una inquietante macchina difensiva, e la tranquilla Fortitudo una impaurita combriccola incapace, sull’arco dei 40’, di capire come aggirare le zone avversarie.
Alla fine vince San Severo, che in gara 1 sembrava già contenta solo per il fatto di esserci, e la serie scende in Puglia con il rischio di diventare calda, caldissima, per una Bologna troppo brutta per essere vera, questo ci sta, ma anche tutta da verificare in un momento in cui rischia di essere spalle al muro. Gli applausi sono per i gialloneri ospiti: Coen mette il lucchetto all’area, e la partita diventa un impressionante ciapanò che mortifica la Fortitudo e porta la serie, incredibilmente, sull’1-1.
A rimetter le stesse squadre di 48 ore fa con un Marzoli (per San Severo) in meno, anche l’inizio segue la stessa trama. Parte spedita la truppa ospite, mentre due fischiate in attacco a Cittadini – la prima plausibile, la seconda un po’ meno – sono immediata benzina sul fuoco di un Paladozza che, a differenza di domenica, non ha la stessa propulsione acustica pugliese. Tuonano un po’ tutti, ma dopo lo 0-4 la Fortitudo inizia a macinare, soprattutto dietro, sfruttando anche il fatto che questi non farebbero canestro nemmeno pregando la Madonna dell’Incoroneta: battuta già usata dallo scrivente in gara 1, ma d’altra parte non è che le cose siano cambiate tanto. Bologna non riesce a servire Cittadini, che quando trova la palla viene decuplicato al limite dell’hack-a-Citt, e allora per lavorar di punteggio serve girar attorno ad un vispo Micevic e ad una tripla di Lamma. San Severo gioca duro, si fa 13-4 prima che qualche libero di qua e di là chiudano il 10’ sul 14-8.
Portata nelle tonnare di un match più torbido di quanto non potesse pensare, visto anche l’esordio, la Fortitudo nel secondo quarto letteralmente si squaglia, ponendo il fianco al primo vero momento di crisi casalinga in questi playoff. Semplicemente, non facendo mai ma proprio mai canestro da fuori (si tocca anche l’1/11), il morale inizia a scendere, così come scendono dal campo un po’ tutti i panchinari bolognesi, mandati a giocare con eccesso – forse – di fiducia. Intanto, San Severo si gasa, con la prima tripla di Rizzitiello che sembra quasi un gol, ma che apre una imprevista goleada. Diventa un 15-0, di fronte ad una Fortitudo del tutto dimenticata: ci prova Malaventura da 3, si riesce finalmente a dar qualche boccia a Cittadini, ma dal 14-23 al 22-25 non si va oltre, perché San Severo rilancia. Rugolo spaniera la tripla del 24-31, riposo.
Segnare continua ad essere qualcosa di pressochè impossibile, con i due sudamericani che non ci prendono proprio mai. Prova Lamma, con la tripla del 29-34, ma continuando a non andare in area, la sfida tra i tiratori bolognesi e il ferro avversario continua ad essere una sciagura. E allora, diventata la partita una sfida tra boscaioli, ad ergersi protagonista è il lungo Chiarello, bulbo uscito da un film sul rock progressive anni ’70 e gomiti che tengono lontano Cittadini dall’area. E se poi infila anche la tripla del 31-41, ha ragione lui. Arriva il 31-43 di Rizzitiello dalla lunetta, e a questo punto il Paladozza capisce di doverci mettere del suo: il volume si alza, e dopo che lo stesso Rizzitiello cicca il -15 arriva, dopo 11 tentativi a vuoto, il primo cesto sudamericano della partita. Lo mette Gigena, Malaventura bissa da 3, Lamma fa tapin allo scadere, e segnando in pochi secondi lo stesso fatturato dei primi 9 minuti (7 punti) il 38-43 del 30’ è quasi un jolly.
Si esce dal miniintervallo con due palle perse, e Chiarello fa di nuovo +10, 38-48. Qui però, quasi sbucate come un coniglio dal cilindro, arrivano tre triple in fila (Muro-Gigena-Lamma) che rimandano Bologna sul -1. D’altra parte, ravanando l’impossibile, qualcosa doveva uscire: non abbastanza per il sorpasso, dato che i tre tentativi successivi (Muro-Lamma-Sorrentino) si inchiodano sul ferro. Direte, ed andare in area? Nisba: la zona obnubila, e dove non arriva Chiarello ci provano i tentacoli di Faggiano, corti ma assolutamente ovunque. Alfin Muro pareggia, sul 50-50 al 37’, ma non si può vincere limitandosi al tiro al piccione. Così, doppia Rizzitiello e Fossati, e nuovo +6 a 138”. Il primo tiro da due dell’ultimo quarto è un cross di Muro, ma dopo aver recuperato palla Lamma lancia il pallone ad altezze dove nemmeno Gigena sulle spalle del fratello l’avrebbe raggiunta. Muro sbaglia l’ennesimo tentativo dall’arco, Fossati mette i gol della vittoria dalla lunetta, grossi guai in vista da venerdì.



