Trenkwalder, il commento di Ramagli
FROSINONE. Alessandro Ramagli a fine gara è quasi senza voce, visibilmente provato ma soprattutto arrabbiato perché sa che la sua Trenkwalder ha sprecato un’occasione ghiotta, quando sul +12 (40-52) è arrivato il 19-7 che ha riportato Veroli in parità e poi nel quarto periodo alla vittoria in gara 2.
«Partita simile a quella di due giorni fa - esordisce - Siamo stati competitivi per un periodo molto lungo del match, poi abbiamo rivisto il calo di gara 1. Siamo una squadra che di certo non molla. Alla fine non siamo stati competitivi come ci è capitato di fare per i primi 30’».
Il problema è anche e soprattutto fisico, a questo punto della stagione secondo il coach toscano: «Avremmo bisogno di stare tutti bene e, invece, da un po’ di tempo non è così. Paghiamo a lungo andare, quando la partita arriva nel momento topico. Gara 2 è stata una partita meno bella rispetto alla prima. Una partita che oserei quasi definire frenetica. Per noi assolutamente buttata al vento, con parecchie occasioni fallite in momenti chiave del match, dove Veroli soffriva il nostro gioco, la nostra difesa e la capacità di adattamento alla situazione».
Sul momento più delicato, e anche quando stava forse facendo meglio il play Ibarra, ottimo nella rotazione dei piccoli è tornato in panchina: «E’ stata una sua richiesta - risponde Ramagli - mi ha chiesto il cambio e l’ho tolto dal parquet. Punto».
Commenti individuali anche sui due americani: «Se Hite era un giocatore perfetto non ce lo ritrovavamo in Legadue. E’ un tiratore bravo e capace, che però può avere dei passaggi a vuoto. Per Smith la questione è diversa. Non è stato solo un problema di play off, perché nell’ultimo periodo non lo abbiamo visto al meglio, così come invece era a inizio regular season. Ora è in un momento che non può tirare la carretta da solo. Paga lo sprint iniziale; comunque doveva garantirci la salvezza e poi raggiungere i play off e in questo è stato bravo. Ora le energie sono quelle che sono. Se erano perfetti, ripeto, entrambi giocavano in altri campionati e guadagnavano chissà quanti soldi».
L’attenzione è già rivolta a gara 3, anche se Ramagli stavolta non vuole più di tanto parlarne: «E’ appena finita la partita, cosa succederà venerdì non lo so. Abbiamo modo per riposare e preparare un’altra sfida con Veroli. Noi siamo venuti a Ferentino (sede del ritiro emiliano) per giocare al meglio le nostre chance. Abbiamo provato e riprovato. Da qui a venerdì vediamo cosa si può fare e come saremo messi».
Soddisfatto Massimo Cancellieri: «La partita ha avuto lo stesso taglio di gara 1. Nei primi due quarti abbiamo ancora una volta peccato nell’approccio al canestro. Con la fisicità che c’era in campo e che ha Reggio, per noi è sempre complicato imporre il nostro gioco. Abbiamo recuperato le energie fisiche e nervose per farlo nel finale. Con la fiducia dalla nostra parte, nel momento cruciale siamo stati bravi a non perdere la testa. Poi nell’ultimo quarto ci siamo esaltati. In due giorni avevamo parlato ma non potevamo cambiare molto. Reggio sta giocando al massimo delle possibilità con una pallacanestro speculare. Per noi è stato fondamentale l’apporto di tutti, è questo il nostro segreto. L’obiettivo era quello di vincere e lo abbia fatto con merito, ora si va a Reggio».



