NBA: qui Los Angeles. E' festa per il repeat dei Lakers
Nel frattempo, in attesa della consueta parata – che, a quanto si dice, sarà più sobria del solito – la città degli angeli è in pieno clima di festeggiamenti. Peccato che il tutto sia stato parzialmente rovinato dagli scontri fra la polizia e i “tifosi” subito dopo il termine dell’ultima sfida della stagione. Intanto i neo bi-campioni del mondo (che si sono accaparrati anche 250mila dollari a testa) sono stati ospiti al popolare talk show di Jimmy Kimmel – lo stesso nel quale all’inizio della stagione Ron Artest si presentò in mutande.
Proprio l’eroe di gara-7 è il vero personaggio di questa vittoria Lakers. La sua conferenza stampa postgara è diventata uno dei video più cliccati in questi giorni. L’esagitato n.37 ha fatto un vero e proprio show di fronte ai giornalisti, presentandosi accompagnato dalla famiglia e dominando la scena per una decina di minuti. Si narra inoltre che dopo tale performance Artest abbia proseguito i festeggiamenti in una discoteca cittadina, ancora vestito in canotta e pantaloncini gialloviola.
Si è poi molto parlato di Kobe Bryant, nonostante la gara-7 per larghi tratti deludente. Anzi, proprio il finale di gara-7 – in cui il Mamba ha preferito dedicarsi a difesa e rimbalzi e non ha forzato le conclusioni, affidandosi ai compagni – ha lasciato un’impressione positiva fra gli addetti ai lavori. Il fatto di “fidarsi” finalmente degli altri, in un simile momento di difficoltà, ha proposto l’immagine di un Kobe definitivamente maturato. C’è poi l’annosa questione relativa a chi è il miglior Laker di sempre. Lo stesso Kobe aveva suggerito Jerry West, ma al momento la maggior parte degli analisti NBA concordano nel ritenere il n.24 (quinto anello per chi lo avesse scordato) il più grande giocatore di tutti i tempi in maglia gialloviola. Sono cinque anche le dita della mano piene di anelli per un'altra bandiera di questa squadra: Derek Fisher. Il veteranissimo ha concluso la sua 11ma stagione in gialloviola (è qui dal ’96-’97, poi pausa di tre anni fra Golden State Utah nell’era post-Shaq) e c’è già chi si augura che la sua canotta numero 2 venga ritirata dai Lakers. Quando accadrà ancora non si sa, ma dubbi che ciò avvenga ce ne sono pochi.
Anche il presidente Obama si è congratulato con i campioni. Pare che venerdì abbia telefonato a Coach Jackson per esprimergli i suoi complimenti, dicendo che la serie contro Boston è stata fantastica e ha reso perfettamente conto della rivalità storica fra le due franchigie. Inoltre Obama ospiterà (come sempre per chi vince il titolo) tutti i giocatori dei Lakers alla Casa Bianca per congratularsi si persona.
Infine il mercato gialloviola. Primo quesito: tornerà Phil Jackson? Il coach più titolato nella storia del gioco (il tassametro è salito a quota 11) è alle prese con i soliti acciacchi e non è sicuro di allenare anche il prossimo anno. Ha dichiarato di voler riflettere un po’ e che annuncerà il suo futuro il 27 giugno o giù di lì. È già pronto il suo nuovo contratto annuale da 10mln con l’aggiunta di bonus in caso di ennesimo successo. Dovesse lasciare (sebbene la sensazione è che rimanga per un altro anno) Brian Shaw in pole position per subentrargli. Non ci saranno grossi stravolgimenti nel roster: via sicuramente Morrison ed i suoi 5 mln in scadenza, situazione incerta per gli altri free-agents. Farmar vorrebbe giocare di più e non è adattissimo come iniziatore della triangolo, perciò i Lakers difficilmente pareggeranno eventuali offerte. Brown potrebbe uscire dal contratto per guadagnare qualcosa in più (improbabile ad LA), Powell e Mbenga non sono particolarmente necessari. Diverso il discorso per Fisher, che quasi sicuramente rifirmerà a cifre più basse ed in tal modo i Lakers utilizzeranno la mid-level exception per lui ed un nuovo play in grado di gestire "The Fish" lasciandolo fresco per i momenti che contano. Si parla di Steve Blake. Si cerca poi forse un tiratore dalla panchina (Mike Miller? Kyle Korver?) ed un quarto lungo esperto al minimo salariale (Kurt Thomas?), aspetto da non sottovalutare visti i cronici problemi fisici di Andrew Bynum.


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