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Il vice, entusiasta, è convinto del progetto e di Coen

 



Dopo l’arruolamento di un esordiente di belle speranze qual è Piero Coen, ecco arrivare al suo fianco un esperto di Pallacanestro Reggiana che potrà essere di grande aiuto al nuovo coach con la propria esperienza nell’ambiente reggiano: Massimiliano Menetti.



I dirigenti della Trenkwalder hanno puntato ancora una volta su Menetti, facendogli firmare un biennale e dimostrando quanto sia stato apprezzato il lavoro da lui svolto alla corte biancorossa. Dopo una grande annata a Montegranaro in A al fianco di Fabrizio Frates, Max ha sentito fortissimo il richiamo di casa e si è rituffato nella realtà reggiana.

Ci spiega perché ha preferito scendere di categoria?

«A Montegranaro, nonostante la bellissima annata, la dirigenza ha deciso di cambiare lo staff tecnico. Quando la Pallacanestro Reggiana mi ha contattato offrendomi un progetto che mi intrigava, ho detto di sì».

Che tipo di progetto?

«Fare da assistente ad un allenatore rampante qual è Piero Coen, nella mia città, con un programma biennale di sviluppo della squadra mi pare una bella prospettiva».

Sul piano tecnico che squadra si aspetta?

«E’ presto, molto dipende da cosa farà Nicolò Melli. Certo sarà importante sfruttare l’ottimo lavoro fatto da Ramagli. In più mi auguro che Menozzi decida di restare a Reggio perché è un grandissimo professionista e lavora molto bene. So che quest’anno ha svolto un grande lavoro di reclutamento e scovato diversi giovani futuribili».

Conosceva già Coen?

«No, l’avevo sentito nominare come giocatore, poi come allenatore: a San Severo ha fatto una grande stagione. In più giocare nel campionato della Fortitudo ha dato più risalto alla sua squadra. Di persona l’ho conosciuto alla conferenza stampa».

Com’è stata l’esperienza a Montegranaro?

«Andare là è stata un’ottima decisione per due ragioni: la prima è che dopo la retrocessione si erano incrinati alcuni rapporti con delle persone e la lontananza ha permesso di sistemare molte di queste situazioni. Quando mi è capitato di tornare a Reggio ho ricevuto ottime accoglienze e segni di affetto. La seconda è che a Montegranaro l’esperienza a livello tecnico e umano è stata molto bella. Abbiamo lavorato bene e siamo stati stati sulla bocca di tutti per il basket che sapevamo offrire».

Che differenze ha notato tra serie A e LegaDue?

«A livello organizzativo tra la Pallacanestro Reggiana ed un club di serie A c’è poca differenza. Qui a Reggio c’è un’ottima organizzazione. Basta guardarsi intorno per vedere che tante società sono sempre in bilico o spariscono mentre a Reggio la Pallacanestro Reggiana continua da anni a offrire basket di buon livello con una gestione equilibrata. Quello che fa la differenza è la qualità dei giocatori e la visibilità del campionato».

Vuol dire qualcosa ai tifosi reggiani?

«Mi fa piacere essere ritornato e spero proprio di poter condividere con loro tante soddifazioni. Credo che l’ultima con Ramagli sia stata una bella annata e voglio continuare su quella scia».