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Un giocatore dovvero speciale 1

Considerando che il basket nei settori giovanili è quel meraviglioso gioco (interpretato liberamente, più o meno bene) dove nessuno recita, ed ognuno appare per come è realmente, tutti noi allenatori siamo certi che attraverso l’impegno e la smisurata passione, attraverso la personale maniera di stare in campo, ciascuno dei nostri allievi fornisca indizi sulla propria personalità, sul carattere, sulla fisicità, sulla capacità di ascolto e sul senso della vita (filosofico o spirituale o materiale).

In altri termini il gioco rivela sempre ciò che siamo, ci scopre e svela dove veramente vorremmo essere per crescere felici mentre calpestiamo il parquet.

L’allenatore è guida, insegnante, formatore, non guru né protagonista: dunque porre il ragazzo come attore principale dell’attività che ha liberamente scelto è il modo migliore per lasciarlo esprimere con creatività.

Tutti i giocatori e giocatrici del mondo sognano di diventare giocatori davvero speciali” ma non tutti lo fanno allo stesso modo.

Voi lo fate partecipando ad un campionato nel cui ambito alcuni vorrebbero raddoppiare le percentuali di realizzazione, altri il minutaggio, altri vorrebbero rinnovarsi come persone, altri poter giocare in un ruolo differente: altri ancora diventare migliori come difensori o rimbalzisti. Molti di voi vorrebbero tutte queste cose insieme, in maniera da migliorare decisamente sotto ogni aspetto: sia esso fisico, emotivo, intuitivo, filosofico, spirituale, tecnico, tattico, mentale, psichico e magari anche estetico.

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