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Il sito della National Basketball Association mette già in mostra sulla propria home page un tabellone virtuale che conta i giorni che mancano all’inizio della stagione regolare e noi sottoscriviamo con forza l’entusiasmo insito nel count-down.

In attesa dell’inizio (37 giorni e 5 ore al momento di scrivere), proveremo ora a parlare dell’unica medicina capace di placare l’astinenza estiva degli appassionati, e cioè il mercato, giudicando i principali movimenti della sessione estiva e stilando una graduatoria di merito che vede i 30 team divisi in tre gruppi: promossi, rimandati e bocciati.



PROMOSSI

I Lakers hanno confermato Odom al termine di una trattativa estenuante, scaricato Ariza (e le sue eccessive pretese) e pescato il jolly Artest: l’upgrade, problemi di adattamento a parte, dovrebbe essere sostanziale. Rifirmato l’efficace Shannon Brown.

Boston ha messo a segno il colpo Rasheed Wallace e ha confermato House e Davis, lasciando libero l’infortunato Powe finito ai Cavs. Perso il mestierante Mikki Moore in direzione Warriors, i Celtics hanno messo sotto contratto l’ala-centro Shelden Williams, e Marquis Daniels che porterà punti e difesa sul perimetro.

San Antonio (dentro Richard Jefferson, Ratliff e Mcdyess, fuori Bowen, Oberto e Kurt Thomas) ha dato profondità e centrimetri al roster.

Toronto ha prolungato il contratto di Bargnani e spera di aver trovato un go-to-guy affidabile in Hedo Turkoglu. Da non sottovalutare gli arrivi di Jack, Reggie Evans, Belinelli e il ritorno di Nesterovic, mentre la partenza di Marion (in direzione Dallas) dovrebbe essere assorbita con relativa facilità.

I Mavs hanno prolungato il contratto a Kidd e allungato la rotazione con gli arrivi di Tim Thomas, Drew Gooden e Humphries, oltre che dell’ex Suns. Rifirmato Singleton.

Washington ha rivoluzionato il roster (acquisiti Foye, Mike Miller e Oberto, ceduti Etan Thomas, Songaila e Pecherov) e conta sul ritorno a pieno regime di Arenas per presentarsi ai nastri di partenza con rinnovate ambizioni di fare strada nei playoffs.

Atlanta ha acquisito Crawford e Joe Smith, riconfermando Bibby, Marvin Williams e Pachulia a buone cifre.

Orlando infine ha perso Turkoglu e l’ottimo Lee, ma sembra aver coperto le falle nel miglior modo possibile, acquisendo Vince Carter, Barnes, Bass, Andersen e ‘White Chocolate’ Williams. Marcin Gortat è stato confermato a peso d’oro.

RIMANDATI

Phoenix si è liberata del contrattone di Shaq ed ha acquisito Frye e Jason Richardson, restando in bilico tra ventilate ipotesi di ricostruzione e speranze di vincere subito. Lascia perplessi, in tal senso, il contrattone (22 milioni per 2 anni) allungato al trentacinquenne Nash. Rilasciati Ben Wallace (tornato a Detroit) e Pavlovic, giunti in Arizona nell’affare O’Neal.

I Bobcats, perso May in direzione Sacramento, hanno puntato su Chandler e sulla flessibilità salariale, scaricando Okafor firmato appena un anno fa.  Da rivedere.

Houston ha tratto il possibile (Ariza) dall’inevitabile perdita di Artest, mentre i

Knicks (che hanno ottenuto Milicic in cambio di Quentin Richardson) hanno badato più che altro a liberare cap per il 2010, riuscendoci solo in parte.

Portland ha visto le proprie ambizioni frustrate dai mancati arrivi di Turkoglu e Millsap e si è consolata con Andre Miller e Brandon Roy, rifirmato a cifre principesche (82 milioni per 5 anni) Messo sotto contratto anche l’esperto Juwan Howard..

Moon, Parker e Shaq rendono i Cavs più profondi e vari, ma ci si attendeva l’arrivo di un realizzatore sul perimetro che non è arrivato. Ottimo il rinnovo di Varejao.

Minnesota, con una serie rutilante di scambi, ha cambiato volto alla squadra che sembra comunque destinata ad almeno un paio di anni di mediocrità. Ottimo il colpo Sessions dopo la delusione per il mancato arrivo di Rubio.

I Clippers si sono liberati di Randolph che avrebbe chiuso la strada alla prima scelta Blake Griffin. Confermato Brian Skinner.

I Nets hanno lavorato bene in ottica 2010, acquisendo Alston e Lee. Unico rimpianto la perdita di Andersen.

Indiana ha perso Jack, Daniels e Nesterovic, ma ha rimediato bene alle perdite firmando Dahntay Jones e Earl Watson

Pressochè ferme Utah (che ha rifirmato Millsap e Okur) e

Sacramento (che ha messo sotto contratto May).

BOCCIATI

Detroit si è liberata di Iverson e Wallace, ma i soldi spesi per i contratti di Gordon, Wilcox e Villanueva paiono decisamente troppi. Quest’ultimo è andato via da

Milwaukee che ha perso anche Sessions e Jefferson senza ricavare granchè; probabilmente sarebbe stato meglio lasciar andare anche Redd e ricostruire da zero. Da segnalare gli arrivi di Delfino e Ukic dai Raptors in cambio di Amir Johnson (arrivato pochi giorni prima da Detroit) e Sonny Weems.

Memphis ha preso Zach Randolph e Iverson, e per quanto il quintetto sia incredibilmente talentuoso, le prospettive non sono affatto rosee. Di sicuro venderanno molti biglietti. In entrata anche Steven Hunter e Stackhouse (quest’ultimo arrivato in cambio di Greg Buckner).

New Orleans ha acquistato Okafor affondando ulteriormente il salary cap e ha perso Rasual Butler accasatosi ai Clippers. Interessante la presa di Diogu.

I 76ers, perso Miller, si ritrovano senza un play di ruolo e ritrovano in Kapono il tiratore perso con Korver. Si poteva fare meglio. Rifirmato Ivey.

Chicago ha perso Gordon (oltre a Tim Thomas) senza riuscire a sostituirlo degnamente e la sua assenza potrebbe pesare più del previsto. Firmato Pargo di ritorno dall’esperienza europea.

Miami ha perso Moon, rifirmato Magloire e trovato casa al “nomade” Quentin Richardson (arrivato da Minnesota in cambio di Blount).

I Warriors hanno dato via Crawford e Belinelli e si sono ritrovati in casa Claxton, Law e Devean George. Si poteva fare decisamente meglio.

Denver ha preso Afflalo e Malik Allen, ma, oltre ad Hunter, ha perso Dahntay Jones, ottimo difensore al top della propria carriera. Rifirmato Anthony Carter.

Oklahoma City infine ha perso Atkins, Damien Wilkins e Watson, sostituiti da giocatori di dubbia utilità quali Etan Thomas e Kevin Ollie.

Stefano Molle