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Siamo a pochi giorni dall'inizio delle fatiche del campionato di A Dilettanti 2010 – 2011, torneo che a otto delle formazioni partecipanti darà diritto alla presenza nel futuro campionato di categoria sviluppo, mentre altre otto conosceranno l'onta della retrocessione.

 

Orbene è opportuno evidenziare la posizione dei biancorossi triestini guidati da coach Dalmasson e assistiti dagli onni presenti e capaci Sergio Dalla Costa e Maurizio Modolo.



Alcuni dati risultano assolutamente evidenti, e sono precisamente:

che la formazione triestina, pur valida, pur preparatissima, pur organizzatissima, manca al momento del giocatore fondamentale cioè del play maker. Lenardon che sicuramente è una delle pedine più valide e complete del quintetto e che non riesce ancora a realizzarsi e neppure a manifestarsi, Contento non è ancora in grado di assumersi la responsabilità della direzione della squadra, mentre Moruzzi, evidentemente, continua nel suo modo d'essere cioè ottimo attaccante ma limitatissimo nel ruolo di suggeritore.

Nelle folcloristiche bande dell'ottocento i suonatori potevano essere validi ma se mancava il Kapel Meister, il signore che col bastone viaggiante dall'alto in basso regolava l'armonia e la coralità, le fatiche dei zuffolatori e dei percussori dei tamburi risultava vana.

Il silogismo vale per una qualsiasi squadra di pallacanestro che se nel ruolo di play maker in attacco e in quello di point guard in difesa si evidenziano deficienze, gli sforzi del resto del team risultano vani.

Oltre alla carenza sopra segnalata è più che evidente la totale assenza di Matteo Boniciolli, impegnato in quel di Roma e preoccupatissimo per le dichiarazioni dell'allenatore vice campione del mondo Bogdan Tanjevic che attestano: la sua volontà di rimanere in quella Turchia, che lo vede protagonista da anni, anche nel 2011 alla guida del quintetto della mezza luna e ancor più della precisazione: della sua presenza a Roma quale direttore sportivo si è parlato, ma di concreto e di sottoscritto non c'è ancora nulla.

Brilla inoltre l'assenza del Presidente Sindaco Roberto Dipiazza che l'unico suo atto ufficiale è stato quello di dichiarare, per quanto valgono le sue dichiarazioni verbali, questo è l'ultimo mio anno di presidenza.

Il solo main sponsor nella persona del number one Massimo Paniccia è stato presente nelle vicende del glorioso sodalizio triestino, chiarendo che la dotazione finanziaria è tra le migliori che si contano sulle dita di una mano del girone, ergo ci aspettiamo i proporzionali ritorni.

Come direbbe il noto Artista: bambole oltre quello che avete non c'è più una lira.

E' una partenza che come vuole la più consolidata delle tradizioni triestine avviene in ristrettezze finanziarie, io sono l'ultimo al mondo ad avere una benevola predisposizione per personaggi quale il presidente Roberto Dipiazza e l'onnipotente Massimo Paniccia, ma devo riconoscere che il duo, pur non cacciando pecunia dal proprio portafoglio ma elargendo denaro non loro, non hanno torto. La dotazione finanziaria è sicuramente consistente, però le voci spesa sono indirizzate a soggetti che costano tantissimo e che fino ad oggi hanno prodotto pochissimo, è evidente che siamo ancora in A Dilettanti ossia in B1. Lo diciamo ancora una volta che se si spende molto per i contorni molto poco resterà per i piatti forti e i giocatori in una squadra di basket costituiscono il primo piatto.

La situazione vista con assoluta chiarezza è di questo tipo: Dipiazza lascerà la poltrona di sindaco prima della fine di questo campionato e Massimo Paniccia ritorna al suo primo amore la Pallacanestro Goriziana, che al vero nel passato ha prodotto alla generosità del medesimo Paniccia grandi delusioni ossia come dice il vernacolo triestino amor xe amor e pasta e fasoi xe pasta e fasoi, se si spende per Gorizia non si potrà aumentare l'apporto finanziario per Trieste anche se a Trieste le forniture dell'Acegas Aps sono state aumentate e le azioni della medesima valgono meno del 50% del loro valore di emissione e se nel contempo, assieme all'Enel l'Acegas Aps ha speso una barca di denari per acquistare la goriziana Iris.

Questo è quello che bolle in pentola, come per tutti e per tutto, il futuro è tutt'altro che roseo, resta un solo l'obiettivo: il migliore dei piazzamenti per allettare chi ha possibilità e facoltà per entrare nella spa Pallacanestro Trieste 2004.



Attila Frizzo