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Si sta facendo terra bruciata intorno ai Los Angeles Clippers per l'ormai nota vicenda di emolumenti non previsti dai contratti dei giocatori NBA con le franchigie che attraverso una società di comodo sarebbero stati concessi a Kawhi Leonard per un ammontare di 28 milioni di cui 21 già incassati e, stando alle ultime notizie che arrivano dagli USA, altri 20 che sarebbero in arrivo. Situazione esplosiva: nel regolamento NBA non esiste la necessità di prove inoppugnabili per arrivare alla sentenza di condanna per franchigia e giocatore, è sufficiente che i due soggetti "non siano in grado di dimostrare razionalmente le motivazioni di questo accordo". Un accordo molto particolare, che prevede che Leonard prenda i soldi per non fare pubblicità con aziende che non siano nel perimetro della franchigia losangelina, ovvero per non fare nulla. La conseguenza di una condanna per il miliardario Steve Ballmer è senza prezzo: sarebbe costretto ad andarsene con la coda nelle gambe, vendendo tutto Intuit Dome compreso. Dopo essere stato in silenzio per i primi giorni, l'owner dei Clippers ha deciso di uscire allo scoperto.
Se in precedenza, i LA Clippers avevano rilasciato una dichiarazione in cui affermavano che Ballmer è innocente, ora l'ex CEO di Microsoft è apparso per un'intervista con l'NBA Insider di ESPN Ramona Shelbourne per affrontare personalmente la questione. "Per cominciare, voglio dire una cosa molto chiaramente. Noi, i Clippers, abbiamo rispettato le regole sull'elusione del tetto salariale perché è la cosa giusta da fare", ha detto Ballmer. In seguito ha continuato a spiegare le regole relative a questa situazione. “Voglio dire, possiamo avere degli sponsor. I giocatori possono firmare contratti di sponsorizzazione. Possiamo stipulare accordi di sponsorizzazione con le stesse aziende con cui loro hanno contratti di endorsement. Non possiamo avere alcun coinvolgimento nelle loro trattative con le aziende che li sponsorizzano. Non lo abbiamo fatto in questo caso, e non lo abbiamo mai fatto. Okay, conosciamo le regole. È stata fatta un’eccezione nel nostro rapporto con Aspiration? Assolutamente no. Assolutamente no.”
Così Ballmer ha negato categoricamente tutte le accuse. Poi ha ricordato perché ha deciso di fare affari con Aspiration. Quando stava costruendo l’Intuit Dome, voleva renderlo a impatto zero. Così, dopo aver letto il piano aziendale di Aspiration durante un incontro di sponsorizzazione, ha deciso di investire nella società per rendere il progetto carbon neutral: “Ricordate, mi hanno truffato. Hanno truffato molti altri investitori, molto più grandi di me. Ma ho letto il piano aziendale e ho pensato: ‘Ehi, ha senso supportarli, supportare noi.’ Abbiamo investito nella società. Quindi tutto andava bene. Non avevo alcun controllo su questa società. Questo è importante. In realtà, secondo le regole del salary cap, possedevo meno del 3% della società. Alcuni investitori hanno messo molti più soldi di me. Non avevo un posto nel consiglio. Non avevo controllo. Diamine, era una società fraudolenta. È possibile che nessuno avesse davvero il controllo.”
Shelbourne ha poi chiesto quali prove avessero, dato che nella dichiarazione iniziale dei Clippers si affermava che le accuse erano “dimostrabilmente false.” Ballmer ha risposto ricordando che avevano già firmato l’estensione con Kawhi Leonard molto prima di entrare in contatto con Aspiration. Più avanti nell’intervista, Shelbourne ha chiesto perché, secondo le accuse di Pablo Torre, Aspiration avrebbe pagato Kawhi Leonard 28 milioni di dollari senza che lui facesse nulla. “Non so nulla dei documenti del tribunale, non li ho visti, e non so… Ma le speculazioni sono quello che sono. E perché lo hanno fatto?... Non so perché abbiano fatto quello che hanno fatto, e francamente, qualsiasi speculazione sarebbe folle. Questi sono individui che hanno commesso frode,” ha risposto Ballmer. “Guardate, mi hanno ingannato. Hanno commesso frode. Mi hanno ingannato. Ho investito in queste persone, pensando che fosse tutto regolare. A questo punto, non sono in grado di prevedere perché possano aver fatto ciò che hanno fatto.”
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Ottime notizie per l'Italbasket. Dopo aver saltato la partita contro Cipro, Saliou Niang tornerà a disposizione del CT Gianmarco Pozzecco per l'ottavo di finale contro la Slovenia di Luka Doncic. Niang si era infortunato nel secondo tempo contro la Spagna, facendo tremare le coronarie di tutti i tifosi Azzurri. Fortunatamente la risonanza magnetica non ha evidenziato importanti lesioni e l'ala classe 2004 ci sarà nella partita di esordio della fase a eliminazione diretta. Niang si è confermato elemento fondamentale per l'Italbasket: 10 punti e 10 rimbalzi nella Spagna, è stato il suo ingresso a permetterci di ripartire dopo uno 0-13 di parziale iniziale. In questo torneo produce 9.8 punti di media con 4.3 rimbalzi in 16.3 minuti con un incredibile 73.3% da due e il 60% da tre. Anche contro la Slovenia il suo contributo sarà importante, anche difensivamente considerando che c'è un certo Doncic da marcare. E gli accoppiamenti potrebbero portare proprio anche il neo giocatore Virtus su di lui. Oggi l'allenamento per testare la condizione della caviglia, ma Saliou vuole esserci.
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La Dolomiti Energia Trentino chiude il roster con l'inserimento della guardia Khalif Battle. Il classe 2000 ha firmato un contratto annuale. l giocatore americano arriva a Trento dopo un percorso collegiale in continua crescita tra Butler, Temple, Arkansas e Gonzaga. Guardia di 195 cm per 84 kg, Battle è un esterno dotato di grande atletismo, velocità ed esplosività: un realizzatore capace sia di attaccare il ferro con rapidità che di colpire con continuità dall’arco dei tre punti. «Di Khalif mi piace la sua caparbietà e la voglia di vivere il basket in maniera intensa. La sua complementarità nel reparto esterni ci dà versatilità e rapidità», dice coach Massimo Canceliieri.
CARRIERA
Nato il 24 giugno 2000 a Edison, New Jersey (USA), Battle si mette in luce già alla Trenton Catholic Academy, dove chiude una stagione da protagonista con 18.5 punti, 5.3 rimbalzi e 3.0 assist di media, vincendo il premio di Player of the Year.
Il suo percorso NCAA inizia da freshman a Butler University, per poi proseguire a Temple University, dove rimane tre stagioni in costante crescita. Nel suo anno migliore in maglia Owls registra 18 punti di media con 3.5 rimbalzi, tirando con il 49.4% da due e il 35% da tre.
Nel 2023/24 si trasferisce a University of Arkansas, chiudendo una stagione di alto livello da 14.8 punti e 3.3 rimbalzi a partita. L’ultima tappa del college è la prestigiosa Gonzaga University, allenata da coach Mark Few: con i Bulldogs gioca titolare, contribuendo al raggiungimento del second round della March Madness con numeri da protagonista (13.5 punti, 3.6 rimbalzi, 53.1% da due, 35.4% da tre e un eccellente 93% ai liberi).
Nel luglio 2025 Battle ha partecipato alla NBA Summer League con i Phoenix Suns, mettendo in mostra le sue qualità con 8.3 punti, 2.0 rimbalzi e 2.0 assist di media, tirando con percentuali di grande efficienza (63.6% da due e 50% da tre).
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Ha parlato di un grande dolore Stefano Tonut nell'annunciare l'impossibilità di prendere parte a EuroBasket 2025. La guardia dell'Olimpia Milano è stata ufficialmente tagliata dal roster Azzurro, in quanto alle prese con un infortunio. Papà Alberto lo consola dalle colonne de Il Piccolo, in una situazione che evoca anche flashback. «Complice un infortunio, ero stato costretto a saltare l'Europeo del 1985. Sono cose che fanno male ma che uno sportivo deve mettere in conto. Dispiace perché nel corso di tutta la stagione non si era mai fermato, perché so quanto Stefano ci tenesse e quanto gli avrebbe fatto bene ritrovare in azzurro quelle sensazioni che gli sono mancate nel corso dell'ultima stagione. Il Poz vedeva in Polonara e Tonut due punti di riferimento per la sua squadra, è andata così: bisogna pensare positivo, essere ottimisti e guardare avanti».
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Dopo 15 anni di Serie A, Valerio Mazzola ha deciso di approdare in A2 sposando il progetto della Fortitudo Bologna. A Bologna il trentasettenne nato a Ferrara ci ha già giocato, con la canotta della Virtus. "Tornare dall’altra parte? Bologna è una piazza con grande passione, qualsiasi lato è qualcosa che ti stimola, l’ho scelta anche per quello", dice a Il Carlino, prima di proseguire: "È una sfida anche per me, un campionato nuovo, è una responsabilità che mi prendo, in questo momento ho bisogno di energia e di essere all’interno di un progetto".
Inizio promettente, 11 punti nella prima amichevole con Rieti. "Io sto bene, sono un forse po’ indietro di condizione,ma non è un problema. In questi anni mi sono sempre tenuto allenato. In Fortitudo giocherò da quattro, spartendo il ruolo con Sorokas, ho parlato con l’allenatore e l’idea è questo. Io son venuto qua con la voglia di salire, vorrei arrivare a fine carriera con un altro trofeo. Il sogno c’è, vedremo. La Fortitudo la colloco in una parte molto alta della classifica, abbiamo un buon sistema e una squadra magari meno talentuosa di altre, ma molto disponibile".
