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La WNBA non si ferma più: nuove franchigie a Cleveland, Detroit e Philadelphia

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 01 Luglio 2025
Creato: 01 Luglio 2025
Visite: 138

La WNBA conferma la sua crescita esponenziale e annuncia la nascita di tre nuove franchigie nei prossimi cinque anni. Il campionato statunitense arriverà ben presto nelle città di Cleveland (nel 2028), Detroit (2029) e Philadelphia (2030). Ricordiamo che dalla prossima stagione ci sarà l'ingresso di Toronto e Portland. Tutte e tre le nuove squadre annunciate hanno gruppi proprietari NBA. Ognuna ha pagato una quota di espansione di 250 milioni di dollari, circa cinque volte superiore a quanto Golden State ha sborsato per una squadra qualche anno fa, riferisce AP sottolineando l'incredibile crescita della WNBA nelle ultime stagioni. In passato sia Cleveland che Detroit hanno avuto squadre WNBA. 

"Questa è una grande vittoria per Detroit e la WNBA", ha dichiarato Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons. "Oggi segna il ritorno a lungo atteso della WNBA in una città con profonde radici nel basket e una tradizione di titoli. Detroit ha avuto un ruolo chiave nella crescita iniziale della lega e siamo orgogliosi di riaccendere quella tradizione mentre la WNBA raggiunge nuovi traguardi. I nostri piani porteranno nuova energia, investimenti e infrastrutture alla nostra città e alla WNBA, e risorse aggiuntive alla nostra comunità". Alcune stelle sportive viste a Detroit come Grant Hill, Chris Webber e Jared Goff deterranno quote di minoranza della squadra. Sui nomi ancora dubbi: i gruppi proprietari di Cleveland e Detroit hanno affermato che Rockers e Shock (i nomi delle precedenti squadre in WNBA) saranno presi in considerazione.

Le squadre di Detroit e Cleveland giocheranno nella arena NBA già esistenti, mentre Philadelphia sta progettando una nuova arena che si spera di completare entro il 2030. "Diciamo alla città che aprirà nel 2031. Speriamo nel 2030", ha dichiarato Josh Harris, Managing Partner e co-fondatore di Harris Blitzer Sports & Entertainment, proprietario dei 76ers. "Quindi cerchiamo di promettere poco e dare tanto. Ma al momento siamo al 2031, quindi abbiamo un anno di differenza. Abbiamo il centro Xfinity, il Wells Fargo, giocheranno lì".

La richiesta di franchigie WNBA sarebbe arrivata anche da St. Louis, Kansas City, Missouri, Austin, Texas, Nashville, Tennessee, Houston, Miami, Denver e Charlotte, Carolina del Nord, riferisce AP. "Non sapevamo che la domanda sarebbe arrivata a questo punto quando abbiamo avviato il processo tra l'autunno e l'inverno", ha detto Engelbert, Commissioner della WNBA. "Data l'elevata domanda e offerta, volevamo valutare anche noi, perché siamo molto attenti, sapete, a bilanciare il numero di posti nel roster e il numero di squadre". Con queste nuove franchigie la WNBA arriverà a 18 squadre nella Lega nei prossimi cinque anni.

Basket, la BluOrobica punta sui giovani e pensa in grande: in panchina Cece Ciocca

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 01 Luglio 2025
Creato: 01 Luglio 2025
Visite: 149

Bergamo

L’incontro con la stampa è avvenuto nella mattinata di lunedì 30 giugno nella nuova sede operativa della società a Levate: una struttura moderna, pensata per offrire ad allenatori, giocatori e addetti ai lavori un punto di riferimento stabile e funzionale.

Capobianco, c.t. dell'Italia del basket donne: «Vinciamo perché sappiamo andare oltre la normalità»

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 01 Luglio 2025
Creato: 01 Luglio 2025
Visite: 109

«Non ne farei una questione di genere, ma di voglia di andare oltre la normalità. E queste meravigliose ragazze, di voglia di andare oltre la normalità ne avevano tanta».

Però è un fatto che l’oro olimpico nel volley sia arrivato dalle donne. E che la prima medaglia europea nel basket da 22 anni a questa parte sia arrivata dalle donne. Una casualità?
«Guardi, lo chiede a una persona che alle casualità non crede».

Andrea Capobianco, l’arruffato e scamiciato condottiero di una Nazionale arrivata là dove nessuno immaginava, si gode il riposo nella sua Venafro. E un bronzo impensabile. 
«Impensabile? Forse per chi ci dava perdenti ogni volta, con Belgio, Francia, Turchia, Lituania, Slovenia... Avremmo dovuto perderle tutte».

E invece...
«Invece sono molto contento di aver allenato un gruppo eccezionale».

Il segreto del bronzo?
«Ce ne sono diversi, anche se non sono poi così segreti».

Per esempio?
«La consapevolezza».

Si spieghi.
«Eravamo consapevoli di ciò che sapevamo fare bene e di ciò che sapevamo fare un po’ meno bene. E su questo abbiamo lavorato. Non è lo schema che ti fa vincere la partita, ma la qualità. E quella si ottiene mettendo insieme gli aspetti tecnici, fisici e mentali».

Ed è sufficiente?
«Bisogna credere nel progetto tecnico-tattico. Il percorso è cominciato il giorno del raduno, il 17 maggio. Alle ragazze ho detto: per fare qualcosa di buono bisogna andare al di sopra della normalità, se saremo solo normali non vinceremo nulla».

Ha parlato del gruppo.
«Sì, eccezionale».

Motivi l’aggettivo.
«Ogni persona, e non solo le giocatrici, parlo del presidente, dello staff, dei medici, di tutti insomma, è stata capace di rinunciare a qualcosa per il bene della squadra».

Ma questa medaglia è un punto d’arrivo o di partenza?
«Un punto di partenza, chiaramente: ora possiamo credere che alla fine anche l’Italia può fare qualcosa di buono».

Si riferisce solo al basket?
«Il mio campo è quello».

Che cosa mancava a queste ragazze per vincere?
«Banalmente, acquisire equilibrio ai livelli più alti».

Tradotto?
«Ci sono giocatrici, e anche giocatori, che hanno più minutaggio in Nazionale che nel proprio club. È un dato che deve fare riflettere».

A livello giovanile le medaglie arrivano. Poi però...
«Poi però ci sono difficoltà tra i 17 e i 21 anni. È come la specializzazione in medicina, solo che qui non provi a fare le cose. C’è una fascia d’età dove giochi con poca o senza responsabilità. Quando a Teramo ho lanciato Polonara, per il quale faccio un gran tifo, Achille era un ragazzino ma giocava 22 minuti a partita. I giovani devono sperimentare quello che stanno studiando. E vuol sapere un altro segreto delle mie azzurre?».

Ci dica.
«Tutte erano responsabilizzate, tutte coinvolte per giocare al massimo livello, secondo le possibilità di ognuna».

Com’è allenare le donne?
«Non è diverso da allenare degli uomini. In entrambi i casi devo rispettare il mio ruolo, che è quello di allenare. L’etimologia di allenare è dar lena, dare forza. Io devo dare forza ai giocatori, o alle giocatrici, che alleno, farli crescere, migliorarsi. Una ragazza mi ha detto: “tu ci alleni come delle atlete”. Mi è sembrato un complimento bellissimo».

Parliamo dell’unica sconfitta, la semifinale. Rimpianti?
«Rimpianti no. Dispiacere. Ma non per l’ultimo tiro: per il primo e il secondo quarto, dove abbiamo concesso 12 punti al Belgio che non dovevamo concedere. L’ultimo tiro può andar bene o andar male».

Ne è proprio sicuro?
«Ho una convinzione: si deve sempre giocare ogni azione come se fosse la più importante della vita. Se non fosse stato così, nel supplementare con la Turchia avremmo perso. E invece ci siamo detti: il passato non si può cambiare, pensiamo solo alle prossime azioni. E anche contro la Francia abbiamo dimenticato il Belgio. E il bronzo è arrivato così».

A2 - Marco Contento sulla promozione in A2 con Mestre e il futuro

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 28 Giugno 2025
Creato: 28 Giugno 2025
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Marco Contento ha conquista la promozione con la Gemini Mestre e ha parlato a Il Messaggero Ed. Rieti. «Il finale più bello – ha detto Contento – è stata una stagione complicata, dopo un mercato ambizioso a novembre eravamo tredicesimi. Lì è arrivato coach Ferrari che ha sistemato le cose. Mi ha ricordato molto la mia prima stagione a Rieti, con la svolta arrivata nel mese di gennaio e la finale raggiunta». Dopo aver perso la finale playoff contro Roseto, Mestre si è giocata tutto in uno spareggio al cardiopalma. «La settimana di avvicinamento è stata difficilissima – spiega Contento – mentalmente eravamo consapevoli di essere a un bivio: inferno o paradiso. A 3 minuti dalla fine, sotto di 9 punti, ci credeva solo coach Ferrari che ci ha trasmesso l’energia giusta. Siamo arrivati all’overtime e lì non abbiamo sbagliato praticamente nulla».

Parlando del futuro: «Per ora mi godo il momento – conclude Contento – il mio intento è restare in zona qui nel nord-est per motivi personali, non so se sarò a Mestre ma sarei entusiasta di fare un anno qui in A2. Tornerei così a Rieti da avversario, avrei modo di rivedere molte persone a me care e una società che mi ha dato tanto: visto il rapporto che ho con i tifosi sono sicuro che l’accoglienza sarebbe delle migliori».

Vaqueros difendono con i denti la vittoria in casa Capitanes

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 28 Giugno 2025
Creato: 28 Giugno 2025
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In un finale drammatico ad alta intensità, i Vaqueros de Bayamón hanno battuto i Capitanes de Arecibo 79-76 al Manuel "Petaca" Iguina Coliseum, difendendo l'ultimo possesso per sigillare la vittoria. Hicks mette la tripla del 75-79 con 12". Rimessa Vaqueros, persa ai 5" e tecnico alla panchina, con Knight che mette il libero del -3. Knight e Vega poi non segnano le triple per l'overtime, e la palla muore nelle mani di Balkman.
Brandon Knight è stato il giocatore più offensivo con 27 punti e 7 assist; 17 punti Liz e 14 Hicks per i Capitanes; Stephen Thompson ha aggiunto 20 punti e 7 rimbalzi, 12 punti, 2 rimbalzi, 2 assist per Danilo Gallinari in 17', 10 punti Hernandez per Bayamón. Bayamón ha tirato con il 48% dal campo contro il 36% di Arecibo, oltre a vincere la battaglia nei rimbalzi (42-30) e nei punti nel pitturato (38-22), che hanno compensato le sue 16 palle perse. La stagione regolare dei Vaqueros di Gallinari finisce con una vittoria e il primo posto assoluto in classifica

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